Home Cronaca Cede la copertura: operaio muore cadendo da 12 metri

Cede la copertura: operaio muore cadendo da 12 metri

MANTOVA – Sono in corso indagini per accertare la dinamica e le responsabilità di un infortunio mortale avvenuto ieri a San Giuliano Milanese, che vede coinvolta una ditta mantovana. La vittima è Jihed Selmi, 36enne tunisino, sposato e padre di due bambini, formalmente residente ad Acate (Ragusa), si era però stabilito ad Asola dove aveva trovato lavoro in paese come dipendente della ditta Elettrozeta, ed era impegnato in un intervento di manutenzione ai pannelli dell’impianto fotovoltaico della Fer.Ol.Met, un’azienda del posto. La tragedia si è consumata poco prima di mezzogiorno: l’operaio stava eseguendo un lavoro in quota quando è caduto da un’altezza di circa 12 metri. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, la copertura del capannone avrebbe ceduto sotto il peso dell’operaio. L’allarme è scattato immediatamente ma quando i soccorritori sono giunti sul luogo dell’infortunio per il 36enne non c’era purtroppo più niente da fare, e al medico del 118 non rimasto altro che constatarne il decesso. A quel punto la faccenda è diventata competenza delle forze dell’ordine e dei tecnici dell’Ats locale coordinati dalla procura di Lodi, che ha aperto un fascicolo d’indagine per la morte dell’operaio, l’ennesimo per l’ennesima morte bianca. L’episodio più recente di infortunio mortale sul lavoro nel Mantovano risale all’inizio dello scorso mese di agosto, quando un operaio di 50 anni aveva perso la vita risucchiato da una macchina insilatrice in un’azienda agricola di Canneto sull’Oglio. La vittima, Mario Malzani, lavorava per una ditta esterna con sede ad Asola come quella per cui lavorava il 36enne tunisino: casualità e coincidenze di un destino crudele. L’infortunio di ieri, per la sua tipologia, ripropone la problematica della sicurezza per i lavori in quota. Lo scorso fine settimana a Pegognaga i tecnici dello Spsal di Ats Val Padana hanno chiuso un cantiere dopo avere trovato cinque operai che lavoravano a un’altezza di circa tre metri senza alcuna protezione anti-caduta. In base ai dati dell’Ispettorato del lavoro, con 13.133 ispezioni e un tasso di irregolarità pari al 67,5%, la Lombardia si conferma tra le aree con maggiore esposizione a violazioni della normativa del lavoro e della prevenzione. Sono 89 i morti sul lavoro in Lombardia dall’inizio dell’anno a fine luglio 2025, e con quello di ieri siamo già oltre la metà di settembre.