Dacur di un anno per un “inquilino sgradito” di Palazzo Ducale

MANTOVA Si era sistemato tra l’ingresso a Palazzo Ducale e piazza Castello. Senza tetto ma anche senza rispetto per la città, che suo malgrado, lo ospitava e per chiunque passava dalle sue parti, soprattutto turisti, ai quali spesso finiva per impedire l’accesso ai luoghi da visitare. Alla fine come riconoscimento Mantova gli ha recapitato un Dacur, letteralmente il “provvedimento monitorio del divieto di accesso urbano” firmato dal questore cittadino. Destinatario di questo vero e proprio foglio di via da Mantova della durata di un anno, è un uomo di nazionalità indiana che da qualche tempo bivaccava nei pressi di Palazzo Ducale e a volte in piazza Castello. Stando a quanto accertato dalla Polizia lo straniero aveva più volte manifestato un atteggiamento aggressivo ed irrispettoso sia delle norme giuridiche che di comune convivenza civile, tali per cui il questore di Mantova ha applicato allo stesso il divieto in questione con prescrizioni, valevoli per la durata di un anno, di accesso a determinati luoghi del centro storico. In particolare lo stesso aveva occupato con i propri oggetti personali, la zona antistante l’ingresso di Palazzo Ducale limitando l’accessibilità e la fruizione delle aree interne e di pertinenza del sito. Una condotta, questa, giudicata pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica; da qui il provvedimento di Dacur (noto anche come Daspo urbano). La presenza di bivacchi di stranieri senza fissa dimora sotto i portici e nei giardini di Palazzo Ducale e anche in piazza Castello, è purtroppo una costante di questi ultimi anni, e in certi casi è stata anche tollerata. Il provvedimento emesso nei confronti dell’indiano è stato necessario perché con il suo atteggiamento portava disturbo e degrado in uno dei luoghi più frequentati della città. Nello stesso tempo si spera che il Dacur emesso l’altro giorno non si sia l’eccezione a conferma di una regola che è del tutto inaccettabile.