MANTOVA – Una Piazza Castello al completo accoglie l’attore e regista Antonio Albanese, intervistato dallo storico della lingua Giuseppe Antonelli. La strada giovane, edito da Feltrinelli, è il romanzo d’esordio dell’attore e racconta il viaggio che lo zio fece nel ‘44, dopo la fuga da un campo di prigionia in Germania. Il racconto deriva da alcune frasi che lo zio raccontò al nipote tanti anni fa. Non si trattò mai di un racconto esauriente e dettagliato. Chi ha sofferto certe situazioni, tende a voler dimenticare, ricordare un dolore così grande non è facile, non si può pensare di ricominciare a vivere una vita normale, se si rimane troppo ancorati ad un passato così tragico. Nino era un giovane panettiere ventenne, costretto a lasciare il piccolo paesino sulle Madonie per combattere per la sua nazione. Ma dopo l’8 settembre la situazione precipitò e venne incarcerato in Germania insieme a tantissimi altri soldati semplici come lui. Il romanzo parla di questo viaggio pieno di pericoli, dove il giovane Nino non si fidava più di nessuno, la paura era così grande da portarlo ad una sorta di mutismo. Antonelli ha ricercato le parole più ricorrenti nell’opera, e sono in ordine: pane, fame e paura. La paura di morire, di non tornare e di non essere più accettato. La fame continua ed assillante, che ha costretto il ragazzo a cibarsi di lumache e radici. Il pane come simbolo di speranza e normalità. Nino era un panettiere e quello voleva tornare a fare. Albanese dedica questo romanzo ai giovani, lo stesso protagonista è un giovane eroe. Nonostante il tema tragico, l’intera opera è un inno alla vita. Dove il sacrificio e la gioia di vivere convivono per riuscire a sopravvivere. Sono storie necessarie, devono essere raccontate per cercare che tutto quell’orrore non capiti mai più. Ripensando ai suoi personaggi e ai suoi film, Albanese racconta come essi provengano sempre da ingiustizie e soprusi. Ma La strada giovane, non è solo un romanzo di denuncia e memoria, è anche un romanzo di crescita e formazione. Si deve affrontare il mondo e uscire dal proprio guscio per diventare adulti e consapevoli. L’attore spera tanto che questo romanzo diventi un film, che possa raggiungere tutti, sopratutto i giovani, che devono credere nel loro immenso potenziale. Lui ama questa sua opera e con l’entusiasmo e la gioia che lo contraddistingue, riesce a trasmettere al pubblico il suo grandissimo entusiasmo. Leggere per ricordare, crescere e sperare in un futuro migliore.

































