MANTOVA – Ottobrate terminate. Tornano le perturbazioni atlantiche. La riapertura della porta oceanica inaugurerà giornate completamente diverse. Dopo quasi tre settimane torneranno infatti sull’Italia i fronti occidentali: spazio quindi a tempo nuvoloso, grigio, a tratti piovoso e con temperature diurne più basse. Il tempo delle caldarroste, per dirla in breve. Al momento non si intravedono le temibili perturbazioni sciroccali, frequenti in questo periodo dell’anno, foriere di piogge talvolta alluvionali e di pericolose piene fluviali. Nel prossimo fine settimana assisteremo tuttavia ad una parziale ondata di caldo sulle regioni del centro-sud della Penisola; non interesserà direttamente la regione padana, ma noteremo senz’altro una certa crescita delle temperature, stimabile in almeno 5-6 gradi rispetto ai valori attuali. L’inizio della settimana sarà decisamente uggioso e con temperature diurne in calo, frutto di una debole perturbazione che da questa sera porterà piogge moderate fino alla prima mattinata di domani. Su Mantova sono previsti fra 5 e 10 millimetri di pioggia, non molti quindi se paragonati ad una severa perturbazione sciroccale. Domani il tempo rimarrà quindi incerto con qualche schiarita solo nel pomeriggio e temperature stabili. Il mancato ritorno dell’alta pressione manterrà in settimana un clima variabile ma non freddo e con temperature sempre al di sopra dei 10 gradi anche nelle ore notturne. Mercoledì ci sarà spazio anche per ampie schiarite e per un parziale aumento termico; attenzione però ai banchi di nebbia previsti in mattinata. Tempo analogo giovedì, pur con nuvolosità a tratti compatta. Non farà freddo; attese temperature diurne fino a 19 gradi. Possibili, deboli precipitazioni in serata e nella notte successiva. Da venerdì a domenica interverrà quindi una fase molto tiepida, ovvero con temperature notturne sui 14-15 gradi e massime diurne di poco superiori ai 20°. Le schiarite saranno localmente ampie, specie sabato, quando sarà avvertibile un certo tepore. Nella notte su domenica tornerà per altro l’ora solare. Per la regione padana – segnatamente a nord del Po – quello attuale è il periodo dell’anno storicamente il più esposto agli eventi meteo più nefasti. Parliamo di perturbazioni alluvionali per la straordinaria quantità di pioggia che riescono a scaricare sulle Prealpi, quindi per le piene fluviali conseguenti. Non a caso, tutti gli eventi meteo più impressionanti per il territorio padano si sono verificati fra la metà di ottobre e la metà di novembre: inevitabile il ricordo delle alluvioni del Polesine del novembre 1951 e del 1966, le straordinarie piene del Po del ’94 e del 2000, quando gli argini maestri riuscirono fortunatamente a reggere, l’alluvione nell’est del veronese e nel vicentino del 2010, la tempesta Vaia a fine ottobre del 2018. Nulla di tutto ciò è all’orizzonte, ma le temperature elevate dei mari che circondano l’Italia inducono precauzione fino alla fine di novembre.

































