Mercato immobiliare: Milano indagata, corrono Mantova e Bergamo

MANTOVA  L’inchiesta milanese sull’urbanistica che coinvolge sindaco e assessori del capoluogo lombardo sta mettendo in crisi il sistema Milano, ma a ben vedere questo sistema di fatto già in crisi lo era da diverso tempo. E se è vero che tutti cercano casa all’ombra del Duomo ma poi la comprano in periferia, è anche vero che gli affari a livello immobiliare prosperano in altre province lombarde, e tra queste la nostra provincia che figura ai primissimi posti a livello regionale per quel che riguarda proprio il mercato immobiliare. Il nuovo osservatorio del centro studi Gromia, che incrocia i trend di ricerca Google con i dati dell’Agenzia delle Entrate, fotografa infatti un paradosso che dice molto su come funziona il desiderio abitativo in una delle regioni più dinamiche e ricche (almeno sulla carta) d’Italia. Così se il sistema Milano (capoluogo più provincia) da un lato totalizza 52.618 transazioni, un terzo delle 151.465 registrate in tutta la Lombardia, dall’altro lo stesso sistema mostra segni di affaticamento (-1,6% nel capoluogo, -3,5% nella provincia), mentre sono altre le realtà lombarde che corrono. come Bergamo che segna un +10,5%, e Mantova un +8,4%. Un affaticamento che non è certo dovuto alla recente inchiesta della procura di Milano sull’urbanistica, ma piuttosto a prezzi a dir poco proibitivi per chi vuole acquistare, come già per chi cerca casa in affitto, con eccessi di 1200 euro al mese per 9 metri quadrati. In questo ambito province come Bergamo (17.348 transazioni), Brescia (17.139) e Monza Brianza (13.481) si confermano mercati importanti, con metrature spesso superiori ai 100 metri quadri. La provincia di Mantova dal canto suo offre una media di 132,1 metri quadri a 777 euro al metro quadro. Meno cara c’è solo la provincia di Cremona con 120,9 metri quadri a 843 euro.