Murari e Buvoli: “Non ci divideremo, non siamo come il centrodestra”

Mantova Ci tiene il centrosinistra a diversificarsi per condotta dalla concorrenza del centrodestra. Lo affermano congiuntamente il vicesindaco Giovanni Buvoli e l’assessore all’ambiente-urbanistica Andrea Murari, protagonisti di un ballottaggio interno al Pd per la successione del sindaco in carica Mattia Palazzi.
«In questi dieci anni di amministrazione Palazzi l’unità e la coesione della coalizione, maggioranza e giunta ha rappresentato il valore aggiunto fondamentale per un’azione amministrativa pragmatica e rivolta ai bisogni dei cittadini. Una coesione politica, ma anche frutto della stima reale tra noi. In questi anni stiamo dimostrando, a differenza del passato, dove le giunte erano caratterizzate da personalismi e divisioni che hanno prodotto immobilismo e danneggiato la città, che lavorare in squadra è la condizione per garantire stabilità ed efficacia. Cosa che il centrodestra non ha saputo fare quando ha governato la città, e nemmeno oggi che è all’opposizione. Per noi parlano i fatti. Il percorso che si apre, coordinato dal sindaco Palazzi con tutta la coalizione ha definito le tappe verso le amministrative 2026. Noi, come tutti i colleghi della giunta e della maggioranza siamo impegnati a rendere questo percorso il più aperto e utile possibile alla città e al suo futuro. Vogliamo siano le idee e i progetti per Mantova a parlare alla città e raccoglieremo ancora nuove adesioni tra i cittadini. Non ci sarà alcuna divisione tra di noi, sentiamo pienamente la responsabilità di garantire continuità con il lavoro di questi anni. È normale che la stampa promuova toto- nomi, anche perché in questi anni nel centrosinistra, grazie al lavoro di rinnovamento promosso dal sindaco Palazzi è cresciuta una classe dirigente nuova e plurale, ma oggi siamo tutti impegnati nella salvaguardia del progetto, i nomi arriveranno a tempo debito e di sicuro ci vedranno entrambi lavorare assieme per lo stesso obiettivo: garantire altri anni di buon governo», concludono Murari e Buvoli.