Mantova «I nuovi residenti sono fondamentali per garantire il futuro alla città». È con questa premessa che il sindaco Andrea Murari ribatte ai rilievi delle opposizioni in merito alla classifica nazionale che posiziona Mantova al vertice per nuovi arrivi, e altrettanto per minori le perdite demografiche.
La replica è diretta ai capigruppo. Pier Luigi Baschieri (Fi), Andrea Gorgati (Lega) e Stefano Nuvolari (Fd’I) «si concentrano soprattutto sulla componente di stranieri ed extracomunitari tra i nuovi residenti. In una fase di crollo delle nascite è abbastanza ovvio che le oscillazioni demografiche dipendano dagli stranieri, anche in modo significativo. Il punto è che l’arrivo di stranieri si associa, come sembrano ammettere anche dall’opposizione, alle nuove offerte di lavoro e alle nuove opportunità che offre la città. Gli stranieri che lavorano servono alla città, sia perché non ci sono in generale abbastanza lavoratori a causa della crisi demografica, sia perché alcune tipologie di lavori essenziali vengono svolti prevalentemente da stranieri». Del resto, per Murari, l’alternativa alla Mantova che è tornata a crescere, e ha superato dopo 30 anni i 5 mila abitanti, «è una città più piccola, più anziana, con meno lavoratori, meno famiglie e bambini nelle scuole. Ciò contro cui continueremo a batterci con determinazione».
La prospettiva del medio termine è definita dal quadro progettuale dell’amministrazione, che tenta di ribaltare una situazione andatasi stratificando nei decenni. «Dagli anni ’70 in poi – premette Murari – Mantova ha subito una forte competizione, soprattutto in termini di offerta di case, da parte dei comuni limitrofi della cosiddetta grande Mantova che ci ha svuotati di molti residenti, in particolare giovani famiglie. Una competizione, questa, che non si è certo fermata in questi ultimi anni», malgrado le numerose azioni politiche e strategiche attivate da via Roma.
«Politiche che sono state messe in campo con urgenza partendo dal presupposto che la sostenibilità economica e sociale della città dei prossimi anni richieda necessariamente di riuscire a trattenere e attrarre persone in età da lavoro e nelle condizioni di creare famiglie e progetti di vita stabili. Non è un’idea astratta: stiamo parlando degli impiegati e degli operai che lavorano nelle aziende, dei bambini che frequentano le scuole, dei ragazzi che utilizzano gli impianti sportivi, dei giovani che si iscrivono nelle università. Mentre questa parte di popolazione giovane e giovanissima rischia di calare, aumenta inesorabilmente la popolazione anziana, che è una bellissima notizia perché significa che qui si vive di più, ma che fa saltare con ogni evidenza la sostenibilità economica e sociale della città».
La prima misura fondamentale su cui il Comune ha investito è il lavoro, soprattutto legato all’arrivo di nuove aziende nel comparto di Valdaro, «che abbiamo rilanciato dopo che era stato fatto fallire. Poi abbiamo puntato sulla casa, grande emergenza per le famiglie soprattutto per l’aumento degli affitti e la scarsa disponibilità di alloggi, recuperando spazi a costi calmierati e aiutando i nuovi residenti under 36 con un contributo all’affitto. Infine, abbiamo lavorato sui servizi per le famiglie, dai nidi gratis ai servizi di pre-scuola e dopo scuola, i cred, fino alla terza età con un’offerta crescente di servizi per gli anziani».
E per completare l’opera? «Il tema ora è trovare le risorse e le alleanze per allargare e rendere sempre più incisive queste misure, per proseguire nella crescita dei nuovi residenti, piuttosto che metterne in discussione l’efficacia» conclude il sindaco Murari.




























