MANTOVA Il ds del Mantova Fabio Brutti se l’era fatto sfuggire, a microfoni rigorosamente spenti, in occasione della presentazione della nuova maglia alla Canottieri: «Sogno il ritorno di Kouda». Dirlo allora, quando il Parma aveva chiuso le porte in maniera apparentemente definitiva, sembrava un azzardo. E invece, a distanza di oltre un mese, eccolo qua: Rachid Kouda. Dopo l’ottima seconda parte della scorsa stagione, il centrocampista torna alla corte di Francesco Modesto, suo grande estimatore. L’operazione è decollata a sorpresa nella tarda serata di martedì. Il Parma ha deciso di rinnovare il prestito, con una formula un po’ complicata ma perfino suggestiva: obbligo di riscatto per il Mantova in caso di promozione in Serie A; diritto di riscatto a favore del Mantova e controriscatto per il Parma in caso di permanenza in B. La definiamo “suggestiva” perché è dalla notte dei tempi che la parola “Serie A” non viene associata al Mantova in un documento ufficiale: non vorrà dire nulla, ma fa effetto.
Kouda, classe 2002, è indubbiamente un innesto di grande spessore, dopo quel che ha dimostrato lo scorso anno. Resta da capire quale ruolo andrà a ricoprire in questo Mantova. A maggior ragione in un centrocampo che, con la coppia Trimboli-Ignacchiti, ha dimostrato nelle prime due partite ufficiali una grande solidità. Il reparto appare inoltre ben fornito, con i vari Wieser, Paoletti, Longonda e Keita. Probabilmente qualcuno di loro è destinato a cambiare ruolo: Wieser a Carrara è subentrato da esterno, Paoletti è stato spesso schierato in difesa. Va detto inoltre che Kouda nella sua carriera si è cimentato più volte anche come trequartista. Può darsi dunque che venga utile in altre zone del campo. In ogni caso, in società comunicano che il suo arrivo non comporterà cessioni. Kouda (che sabato scorso ha giocato uno spezzone di Parma-Cagliari, in Serie A) si unirà al gruppo domani mattina e dovrebbe essere a disposizione per il match di domenica contro l’Empoli.
Più che il centrocampista, al Mantova serve comunque un difensore. Specialmente dopo l’infortunio di Meroni, che rischia di star fuori per almeno un mese. Per questo Brutti si sta muovendo per ben due innesti. La prima novità è la riapertura della trattativa col Torino per Ali Dembélé (2004). La vicenda si trascina dalla fine dello scorso campionato, quando il francese rientrò in granata dopo il prestito al Mantova. Brutti ha sempre tenuto aperta la linea col Torino, finché si è inserito il Lecce e sembrava che Dembélé lì fosse destinato. Ma il nero su bianco con i pugliesi non è mai arrivato, e il Mantova a sorpresa è tornato in gioco. Ora Brutti è tornato a discutere della formula dell’eventuale (nuovo) trasferimento in riva al Mincio del difensore.
Il secondo elemento inseguito dal ds biancorosso per la retroguardia è Tommaso Del Lungo (2003) dell’Atalanta, già allenato da Modesto nell’U23 nerazzurra e in prestito all’Entella la scorsa stagione. Il Mantova lo monitora da tempo, ma solo adesso sono maturate le condizioni (anche economiche) per provare l’affondo.
Infine, il capitolo cessioni. È praticamente fatta per Fedel al Giugliano. Il Vicenza ha bussato alla porta di viale Te per Mancuso, inseguito anche dall’Arezzo. Mensah sembra diretto verso il Cittadella. Sondaggi dall’estero per Majer. C’è tempo fino alle 20 di martedì. Qualora i trasferimenti non andassero in porto, i suddetti finirebbero comunque fuori lista.




























