MANTOVA – «Le motivazioni confermano l’importanza di valutare unitariamente tutti quei comportamenti — dalle minacce ai sopralluoghi, dalle telecamere fino alla “trappola” del cagnolino Bulka — che hanno condotto al riconoscimento della premeditazione», ha dichiarato l’avvocato Angelo Lino Murtas commentando le motivazioni della sentenza d’appello che ha visto la condanna all’ergastolo di Dumitru Stratan per l’omicidio della sua ex fidanzata Yana Malaiko, uccisa la notte del 20 gennaio 2023 a Castiglione delle Stivere. «L’ergastolo non restituirà Yana ai suoi genitori e non cancellerà il loro dolore – ha aggiunto -, ma questa sentenza restituisce alla sua memoria, verità, dignità e giustizia. La vita di una donna non appartiene a nessuno. L’amore non è possesso e il possesso non può diventare una condanna a morte». L’avvocato Murtas con l’Associazione “Y.A.N.A. – You Are Not Alone”, insieme all’Associazione “Pamela Mastropietro”, ha avanzato una proposta legislativa, portata anche all’attenzione pubblica in occasione della manifestazione Lacrime Furenti, tenutasi a Roma il 15 ottobre 2025 con i genitori di numerose vittime di femminicidio. La proposta prevede l’introduzione nell’articolo 577 del codice penale di una nuova aggravante, con la pena dell’ergastolo, quando l’autore, dopo l’omicidio «abbia depezzato, scuoiato o comunque vilipeso il cadavere della vittima, ovvero lo abbia occultato». L’obiettivo è attribuire una specifica rilevanza aggravante a condotte oggi autonomamente sanzionate con pene definite risibili (fino a 6 anni di reclusione) dal legale. La proposta muove anche da una considerazione processuale: mentre la premeditazione richiede l’accertamento di elementi soggettivi e temporali spesso complessi, il depezzamento, il vilipendio o l’occultamento del cadavere costituiscono condotte materiali oggettivamente accertabili. «Il caso di Yana rende particolarmente evidente il tema – ha precisato l’avvocato Murtas -: il suo corpo, dopo l’omicidio, fu chiuso in una valigia e nascosto in una discarica di rifiuti. L’auspicio è che il Parlamento possa quindi esaminare la proposta e valutare una tutela rafforzata della dignità della vittima anche rispetto a quanto viene compiuto sul suo corpo dopo la morte».





























