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Musei a confronto (seconda puntata): protagonisti Palazzo d’Arco e Museo Diocesano Francesco Gonzaga

PALAZZO D'ARCO
PALAZZO D’ARCO
Perché vederlo
Perché è uno dei pochi musei mantovani a parlarci di un passato recente, ancora vivissimo. Che arriva fino al secolo scorso. E ce lo racconta attraverso una straordinaria serie di collezioni. Grazie all’ultima proprietaria del palazzo, la contessa Giovanna d’Arco. Per sua volontà, infatti, la dimora è aperta al pubblico, che può fruire degli ambienti della residenza e del bellissimo giardino romantico. È il luogo dove tanti (tantissimi) di noi vorrebbero vivere.
L’esposizione preferita
Tutte le vetrine realizzate grazie al progetto La moda racconta, che ha consentito e continua a permettere il restauro del Favoloso guardaroba dei conti d’Arco. L’ultima esposizione, quella tuttora visibile, è dedicata ai capi che si utilizzavano durante le mitiche vacanze estive nei luoghi più esclusivi del Paese e d’Europa.
La prossima rassegna in programma, in ottobre, sarà rivolta invece alle strabilianti collezioni custodite nei gabinetti naturalistici del museo.
L’inaugurazione
 indimenticabile
La presentazione del progetto La moda racconta, con il tour nei depositi dove vengono custoditi i capi del guardaroba d’Arco. La vetrina dove ora a rotazione sono in mostra gli abiti e gli accessori doveva ancora essere realizzata, ma fu possibile ammirare qualcuno degli esemplari da sistemare, le preziose stoffe, gli accurati ricami, la delicatezza e la fragilità di creazioni uniche. Pensate per distinguersi in società.
Poi il tour dedicato al salotto vittoriano e il rito dell’afternoon tea, usi di un tempo non lontano che appare, con i ritmi odierni, remotissimo.
L’effetto Wow
Restando in ambito e stile vittoriano la Sala Rossa, il salotto per fumatori con le pareti rivestite di seta scarlatta. I tessuti storici della stanza sono stati oggetto di un restauro conservativo. Questo spazio, raccolto e intimo, porta il pensiero a ore trascorse chiacchierando, leggendo e sorseggiando liquori. La Sala dello Zodiaco è di maggiore impatto. Ma la Sala Rossa, come il Giardino d’Inverno, rimandano a quanto e come i proprietari della villa e i loro ospiti avessero il privilegio di assaporare la vita.
Punti forti
La varietà di collezioni presente nel Palazzo: dalle ceramiche agli argenti, dalle stoffe ai prestigiosi e rari tomi della Biblioteca.
Il coinvolgimento di cittadini e visitatori nelle attività del Museo, grazie a una serie di seguitissimi eventi che rende possibile conoscere i tanti contesti speciali di questa dimora.
Punti deboli
Si potrebbe sfruttare maggiormente la figura della contessa Giovanna d’Arco. Non tanto e non solo come influencer modaiola ante litteram, che sarebbe riduttivo, bensì per i suoi tanti modernissimi aspetti. Una pubblicazione pop (che non significa meno accurata) sarebbe perfetta.
MUSEO DIOCESANO 
Perché vederlo
Contiene pezzi di inestimabile valore e superba fattura: statue, dipinti, monete, arazzi, lavori di oreficeria, smalti, armature, arredi liturgici. Di epoche assai diverse.
L’esposizione preferita
Quella di Spazio ‘900, selezione di opere (quadri e sculture) dalla collezione  di Fondazione Banca Agricola Mantovana. Rassegna di grande rilievo. Anche la Banca Agricola Mantova era di grande rilievo.
L’inaugurazione
 indimenticabile
Quella dedicata alle Annunciazioni di Giuseppe Bazzani “L’istante della Grazia”, curata da Augusto Morari e don Stefano Savoia. Un’occasione per risciprire il principale pittore mantovano, il cui lavoro è costantemente studiato e diffuso dall’appassionato storico Augusto Morari, che instancabilmente si fa divulgatore delle sue opere.
L’effetto Wow
Gli arredi e i paramenti liturgici, raffinati e opulenti. Simboli di fede e di potere.
Punti forti
La vastità e varietà degli elementi esposti. Con la chicca delle sale riservate agli artisti del Novecento. Periodo culturalmente trascurato per molto tempo. Cui si sta poco a poco ridando il meritato spazio.
Punti deboli
Molti cittadini inspiegabilmente non hanno mai visitato il Diocesano. Andrebbe rafforzata la parte promozionale. In tal senso si sta impegnando l’associazione  Mirabilia, che gestisce il Museo e che si prodiga nell’organizzazione di iniziative culturali, mostre e convegni. Con ottimo seguito. Perché i mantovani vanno sempre tenuti attivi.
Ilaria Perfetti