HINTERLAND – Di per sé comunicare online non avrebbe niente di sbagliato, tuttavia dietro le chat private dei vari Facebook, Instagram e della stessa WhatsApp il rischio d’imbattersi in ciarlatani o, peggio ancora, in truffatori spregiudicati è sempre dietro l’angolo. E quando ciò avviene l’epilogo può portare a vere sciagure familiari, come rovinare relazioni o intaccare i risparmi di una vita.
L’adescamento virtuale di cui è stata vittima una malcapitata 60enne dell’hinterland le è costato 10mila euro, in questo caso reali, eccome. Tutto nasce per caso, qualche mese fa. La donna riceve la richiesta d’amicizia da un pari età «divorziato» di un’altra città, e senza porsi troppe domande l’accetta. Un paio di settimane dopo cominciano le conversazioni virtuali, e tutto sembra procedere normalmente. Secondo gli esperti sia uomini che donne manderebbero quotidianamente messaggi sulle chat private online a persone del sesso opposto per cercare una qualche evasione dalla realtà e questo porterebbe loro un senso di falsa sicurezza. E qui c’è l’errore di fondo, ovvero pensare che siccome qualcosa è digitale, non è reale.
Lo stesso errore in cui è incappata la 60enne mantovana. Tutto d’un tratto il finto galantuomo non si fa più sentire. Passano alcuni giorni, e la donna – preoccupata – comincia a intasare la sua chat di messaggi, chiedendo se fosse accaduto qualcosa. Alla fine l’impostore risponde, innescando il suo piano per spillarle evidentemente dei quattrini: «Scusami ma non ci sono con la testa: mio figlio ha dei seri problemi di salute e non so come aiutarlo, perché i soldi di cui ha bisogno per le cure in questo momento non li ho». Lì per lì la donna tentenna, poi il messaggio in cui l’impostore confidava: «Di che cifra stiamo parlando?». «Diecimila euro». Parte un primo bonifico di 5mila, quindi un altro della stessa somma, dietro promessa di restituzione quanto prima.
I due riprendono a chattare con regolarità, ipotizzando di trovarsi «appena le condizioni del ragazzo saranno migliorate». Nel frattempo l’uomo sparisce, cancellando il proprio profilo dai social. La truffa si è compiuta.
Matteo Vincenzi








































