Home Provincia Bagarre Dal Bosco-Pirrotta: in consiglio intervengono i Cc

Bagarre Dal Bosco-Pirrotta: in consiglio intervengono i Cc

SAN GIORGIO/BIGARELLO Una bagarre improvvisa, scoppiata alle 21.45 di lunedì quando il consiglio comunale sembrava procedere senza intoppi. La discussione arriva al quinto punto, riguardante l’approvazione del nuovo regolamento per la disciplina della commissione per il paesaggio. Il consigliere di opposizione Massimo Pirrotta chiede di poter parlare. «Il problema – racconta il consigliere – è che non mi è stato possibile articolare il concetto che volevo esprimere, dato che il sindaco Davide Dal Bosco continuava a parlarmi sopra e ad interrompermi di proposito: un atteggiamento irriverente che ho fatto notare e criticato». Ne scaturisce un braccio di ferro con il primo cittadino, che prima invita Pirrotta ad allontanarsi, per poi minacciare di sospendere la seduta e allertare le forze dell’ordine. Al che il consigliere risponde: «Non mi muovo da qui se prima non mi dà la possibilità di farmi concludere l’intervento». La situazione si accende e Dal Bosco interrompe la seduta e chiama i carabinieri. Davanti al municipio arrivano due pattuglie. Il consiglio riprende dopo circa un’ora e mezza, presidiato dai militari. Nel mentre succede di tutto, considerato che la sessione si protrae fino all’una di notte, tanto che alcune istanze vengono rinviate. «All’arrivo dei carabinieri – osserva Pirrotta – vari sono stati i loro tentativi di far riprendere la seduta, tutti però andati a vuoto perché il sindaco pretendeva che io facessi il mio intervento durante il punto successivo: una presa in giro alla quale mi sono opposto. A quel punto Dal Bosco ha ammesso che l’intervento era un mio diritto, tanto da “ritornare” sul quinto punto e lasciarmi libertà di parola. L’aspetto più grave della vicenda è che per una cocciuta presa di posizione del nostro sindaco i cittadini siano stati privati della possibilità di aver garantito l’ordine pubblico dalle forze dell’ordine». «Far intervenire due pattuglie dei carabinieri per allontanare un consigliere che chiede di parlare è un fatto grave e inaccettabile. Per questo abbiamo già segnalato l’accaduto al prefetto per chiedere le opportune verifiche», dichiara il consigliere regionale Lega Alessandra Cappellari. «Il sindaco, espressione del Pd, ha ritenuto di ricorrere alle forze dell’ordine per zittire un rappresentante eletto dai cittadini – prosegue Cappellari -. Un gesto sproporzionato che deprime la qualità del confronto democratico». Cappellari collega quanto accaduto anche al clima degli ultimi giorni in città: «Lo abbiamo visto con gli attacchi e i tentativi di censura verso una manifestazione pacifica come quella sulla remigrazione. Per il Pd la libertà di espressione vale solo quando le opinioni coincidono con le proprie». Dalla Cappellari la piena solidarietà al consigliere Pirrotta, «che solo dopo oltre un’ora e mezza ha potuto svolgere il proprio ruolo di rappresentante dei cittadini. Un episodio che dovrebbe far riflettere chi oggi governa quel Comune».

La vicesindaca Nota: Pirrotta ha perso le staffe, il sindaco ha seguito il regolamento

La vicesindaca Federica Nota dà una versione diversa della vicenda Dal Bosco-Pirrotta. «Mentre stavamo discutendo il quinto punto all’ordine del giorno, il consigliere Pirrotta, come successo già diverse volte, ha iniziato a urlare e ha perso le staffe, attaccando anche sul piano personale il sindaco. Va ricordato che il sindaco è anche presidente del consiglio e, quindi, a tutti gli effetti un pubblico ufficiale», dichiara Nota. «A quel punto il sindaco ha applicato il regolamento e richiamato formalmente due volte il consigliere – prosegue -. Visto che i richiami sono caduti nel vuoto, a quel punto Dal Bosco ha invitato Pirrotta ad uscire dall’aula. Davanti alle proteste del consigliere, il primo cittadino si è trovato costretto a chiamare i carabinieri». Gli agenti hanno riportato la calma. «Una volta che è ripresa la seduta – conclude l’assessore – Pirrotta ha preteso di riaprire il quinto punto del consiglio, che era già stato votato. Il sindaco ha acconsentito, in modo da lasciare parlare il consigliere, che poi, alla fine di tutta la bagarre, si è comunque astenuto dal voto».