MANTOVA – Un giovane tunisino denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti; un uomo originario del San Salvador, con numerosi precedenti e irregolare sul territorio, fermato e trasferito in un Cpr a Milano. È il bilancio dei controlli in città effettuati nella serata dell’altro ieri, che hanno visto impegnati agenti della Squadra Volante della Questura di Mantova, pattuglie specializzate del Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia e operatori della Polizia Locale. I servizi sono stati svolti nei principali luoghi del centro cittadino e in tutte quelle zone quali parchi cittadini e aree antistanti esercizi commerciali che sono spesso centro di aggregazione di attività illegale, tra le quali lo spaccio di sostanze stupefacenti. In questo ambito sono stati effettuati 20 posti di controllo e identificate 57 persone, tra cui 18 cittadini extracomunitari. Uno di questi, un 19enne tunisino, è stato fermato dalle pattuglie insieme ad un suo conoscente mentre altri ragazzi della comitiva si davano alla fuga: subito il ragazzo ha iniziato a tenere atteggiamenti sospetti che hanno portato gli operatori ad eseguire una perquisizione personale. L’esito è stato positivo: addosso al giovane sono stati rinvenuti due involucri contenenti hashish e cocaina. È stato quindi denunciato per cessione di sostanza stupefacente. Nella stessa serata le pattuglie, con l’ausilio dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Mantova hanno proceduto all’identificazione di un soggetto originario di El Salvador, carico del quale sono risultate condanne per maltrattamenti in famiglia, rapina impropria oltre che numerosi precedenti di polizia e giudiziaria tra cui spiccano resistenza e violenza a pubblico ufficiale, porto d’armi o di altri oggetti atti ad offendere, furto aggravato e furto con strappo, danneggiamento, evasione e anche per spaccio di droga. Accertata la sua pericolosità e la sua posizione di irregolare sul territorio nazionale, è stato munito di decreto di espulsione del Prefetto e di provvedimento di trattenimento del Questore presso il Centro di permanenza per i Rimpatri Corelli di Milano, dove è stato immediatamente accompagnato in attesa di espulsione.


































