CURTATONE La conferenza finale di Valutazione ambientale strategica (Vas) relativa alla Variante generale al Piano di Governo del Territorio di Curtatone non si terrà nei tempi previsti. Con un avviso pubblicato ieri sul sito istituzionale, il Comune ha comunicato che l’incontro, fissato per il 29 gennaio alle ore 9, è stato rinviato a data da destinarsi «a causa di sopraggiunte difficoltà operative degli uffici comunali competenti».
Un rinvio che, ufficialmente, viene motivato da problemi organizzativi, ma che politicamente rischia di aprire scenari ben più ampi. La lettura del messaggio lascia infatti intendere che, almeno per il momento, l’iter della variante al Pgt sia bloccato. E per molti osservatori il rallentamento arriva in un momento tutt’altro che casuale, mentre cresce nel territorio una forte opposizione al progetto di ampliamento dell’Iper Tosano. Il no di Cgil e di Filcams rafforzano quanto la coalizione di “Insieme per la Comunità” e i partiti del centrosinistra di Curtatone denunciano: il cosiddetto “Maxi Tosano” viene giudicato un intervento che non porta benefici reali al territorio e che, al contrario, rischia di impoverire il tessuto economico locale. A questo fronte si aggiunge anche la netta contrarietà di Confesercenti e Confcommercio. L’amministrazione comunale si è ora presa tempo fino al 15 febbraio per decidere il futuro della variante. Un termine che, secondo le forze di opposizione, dovrebbe essere utilizzato per una riflessione profonda. «Ci auguriamo che la contrarietà espressa dal sindacato, dalle associazioni di categoria e le crescenti preoccupazioni dei cittadini inducano il sindaco a fermarsi: questa variante non deve arrivare in consiglio comunale». Il nodo centrale resta la portata dell’intervento. Secondo il fronte del “no” si tratta di una scelta che ipotecherà il futuro ambientale ed economico di Curtatone per i prossimi decenni e che non può essere approvata in modo affrettato a fine mandato. Da qui la richiesta che il “caso Tosano” diventi uno dei temi centrali della prossima campagna elettorale, lasciando ai cittadini, attraverso il voto, la decisione sul modello di sviluppo da adottare. Per quanto riguarda il mondo del lavoro la Cgil parla di assenza di valore aggiunto e del rischio concreto di desertificazione dei negozi di vicinato e delle medie strutture esistenti, un allarme condiviso anche da Confcommercio e Confesercenti. C’è poi il tema del consumo di suolo, considerato inaccettabile in una provincia già ai vertici delle classifiche negative. Non meno rilevante l’aspetto della sicurezza. In una dichiarazione congiunta, “Insieme per la Comunità di Curtatone” e la coalizione di centrosinistra alzano ulteriormente il tono: «Se il sindaco ritiene che questo mostro di cemento sia un bene per Curtatone, lo si inserisca nel programma elettorale e lo si sottoponga al giudizio degli elettori. Noi siamo pronti al confronto».








































