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Monzambano: sfide di velocità dal lago ai colli, sindaci sul piede di guerra

MONZAMBANO Ci mancavano solo le sfide clandestine di auto “customizzate”, di giorno ma soprattutto di notte, a rafforzare la consapevolezza che viviamo in un periodo storico dove il rispetto è ormai una chimera. E per i residenti, ormai esasperati, non c’è pace. Le gare di velocità hanno come “circuiti” i paesi del Basso lago e dell’entroterra gardesano, estendendosi però fino ai colli morenici. Residenti e sindaci sul piede di guerra, ma la soluzione non è così semplice. Ecco perché dal Comune di Peschiera del Garda hanno voluto fare chiarezza in merito al raduno automobilistico “So.Ga. Southern Gardasee”, che in questi giorni sta interessando il territorio gardesano e che, ancora una volta, sta provocando pesanti disagi a residenti, turisti e alle attività commerciali, oltre alle tante preoccupazioni legate alla sicurezza. L’amministrazione comunale retta da Orietta Gaulli ha ribadito innanzitutto un principio fondamentale: il Comune di Peschiera del Garda non organizza né promuove questa manifestazione e da anni si sta battendo per limitarne gli effetti sul territorio. Recepita questa doverosa precisazione, è bene premettere che il raduno autorizzato consiste in una manifestazione statica all’interno di Villa Conti Cipolla, nel Comune Monzambano. Una kermesse che andrà avanti fino a sabato e che vede appassionati di tuning arrivare da mezza Europa. E fin qui non ci sarebbe nulla di strano. Il problema nasce fuori da quell’area, quando centinaia di auto elaborate si riversano sulle strade del Garda trasformando parcheggi, aree industriali e arterie di collegamento in luoghi di ritrovo, con sgommate, drifting, accelerazioni, corse ad alta velocità e comportamenti che mettono concretamente a rischio la sicurezza delle persone. Una situazione che negli anni ha provocato numerosi episodi di pericolo e che pochi giorni fa ha rischiato di trasformarsi in tragedia, quando una famiglia con due bambini è stata coinvolta in un grave incidente causato da una delle vetture presenti sul territorio. «Da anni – ha spiegato la prima cittadina – denunciamo un fenomeno che non riguarda una manifestazione statica, ma tutto ciò che avviene fuori dall’area autorizzata e che crea enormi problemi di ordine pubblico e di sicurezza. È questo il vero nodo della questione». Dal Comune segnalano di aver attivato, dal 2021, ogni possibile iniziativa istituzionale per cercare di fermare il fenomeno, coinvolgendo questure, prefetture e comandi dell’Arma dei carabinieri di Verona, Mantova, Brescia e Trento. A fine febbraio la Gaulli ha persino scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo un intervento per individuare strumenti normativi capaci di contrastare una situazione che si ripresenta ogni anno. A ciò si aggiungano esposti e denunce penali da parte dei vari sindaci, che per un evento organizzato da un privato si sono visti costretti a coordinare con la Questura e con tutte le forze dell’ordine un articolato e dispendioso piano straordinario di sicurezza.