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Stuprata in auto a 14 anni da un ragazzo conosciuto in chat, 27enne ai domiciliari

MANTOVA –  Si erano conosciuti giusto qualche tempo prima sui social network e, una volta approfondita l’amicizia, rimasta fin lì meramente virtuale, ecco che i due avevano deciso di vedersi di persona. Un incontro però, tramutatosi ben presto in un vero e proprio incubo per una ragazzina, stando al quadro inquirente, vittima di violenza sessuale da parte di un giovane di quasi il doppio dei suoi anni.
Una vicenda estremamente delicata, ancora in fase di indagini preliminari, e approdata ieri innanzi al gip per l’escussione protetta della presunta vittima. Il fatto, occorso a Suzzara, risale nello specifico alla primavera scorsa quando, a seguito di tempestiva denuncia da parte della famiglia della persona offesa era scattata la procedura legislativa del codice rosso.
Individuato a stretto giro, sulla base delle risultanze investigative, l’indagato era stato quindi stato sottoposto a provvedimento di fermo e ristretto, su disposizione del sostituto procuratore Michela Gregorelli, titolare del fascicolo, in regime di custodia cautelare nel carcere di via Poma. Misura questa, tuttavia non convalidata dal giudice per le indagini preliminari, avverso la cui decisione era quindi seguito, contestualmente, il ricorso del pubblico ministero al tribunale del Riesame il quale, lo scorso ottobre, accogliendo l’istanza d’impugnazione della procura aveva infine disposto a carico dell’accusato l’arresto, ma ai domiciliari. Misura a tutt’oggi in vigore. Il fatto di cronaca, su cui vige ancora il più stretto riserbo, sarebbe stato perpetrato, sempre in via presuntiva, lo scorso mese di maggio: lei, all’epoca ancora 14enne e frequentante la prima superiore; lui, 27 anni e con un impiego lavorativo fisso.
L’aggancio o adescamento tra i due, come detto, avviene via web. Dopo una prima fase di chat e messaggi viene pianificato un incontro, con tutta probabilità su impulso del ragazzo. Così, una volta trovatisi nel luogo concordato per il primo appuntamento al buio, la minore, fidandosi, accetta di salire sull’auto del nuovo amico per andare a fare un giro e scambiare nel frattempo due chiacchiere. Ma quello che non può immaginare è che quello, di lì a poco, si trasformerà nel giorno più brutto della sua vita. Parcheggiata infatti la vettura in un punto isolato ecco il giovane gettare la maschera e, nonostante la ferrea opposizione della ragazzina, portare a compimento il proprio intento di stupro. A quel punto, tornata a casa sotto shock la vittima trova il coraggio di raccontare tutto, subito, ai genitori, cui segue la corsa in ospedale e le prime visite mediche dalle quali, viene confermata la violenza sessuale con lesioni aggravate nelle parti intime.
Passano i giorni ma per la minorenne il trauma, non solo a livello fisico ma anche e soprattutto psicologico, non si supera tanto da dover ricorrere ad un supporto medico per continui attacchi di panico, insonnia e per uno squilibrio emotivo a livello generale. Il procedimento prosegue con la richiesta d’intervento di un consulente tecnico per valutare se la ragazzina, vista la giovanissima età, sia in grado di ricordare e testimoniare.
Appurata la positività della perizia psicologica scatta così il via libera all’audizione e ieri pomeriggio, in sede di incidente probatorio innanzi al gip Antonio Serra Cassano, la 14enne nell’aula protetta riservata ai minori del tribunale di Mantova ha così potuto raccontare la propria versione dei fatti, ripercorrendo quanto accaduto in tale brutale esperienza. Prossimo passo dell’iter giudiziario ora, l’istanza di chiusura delle indagini da parte del Pm Gregorelli, preludio alla successiva richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’indagato.