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Calcio dilettanti – Franzini: “Deluso dall’Asola, pronto a nuove avventure”

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Mantova E’ uno dei big della panchina rimasti fuori dal valzer estivo degli allenatori, ma Mauro Franzini non ne fa un dramma. Il “Franz”, dopo la separazione con l’Asola, rimane alla finestra e lascia intendere di essere pronto alla chiamata in corso d’opera.
«Ho avuto un contatto con squadre fuori provincia e due mantovane – racconta -, una in Prima e una in Seconda categoria, ma non se ne è fatto niente. Devo dire che ancora non ho digerito la rottura con l’Asola. Segno che forse devo smettere? Non credo, è il primo anno che non alleno dall’inizio, ma non sento l’ansia per questo. Lascio le porte aperte e sono pronto, sapendo che se mi cercano a stagione in corso sarà perchè qualche mantovana non sta facendo bene, purtroppo».
Poi Franzini torna proprio sull’esonero ad Asola. «Il discorso da fare sarebbe lungo, visto che sono capitate tante cose che hanno minato il nostro cammino. A cavallo del mercato invernale, abbiamo perso sei giocatori e acquistato uno solo. Lì qualcosa si è incrinato. Ma alcuni segnali c’erano già in precedenza: in tempi non sospetti avevo espresso perplessità sulle nostre quote. Il disinteresse sulla questione mi ha fatto capire che qualcosa non andava». L’ex mister riconosce che non erano tutte rose e fiori, ma che è servito ben altro per arrivare alla separazione: «Di certo i risultati non erano eclatanti, almeno se paragonati alle stagioni precedenti, e qualche punto è stato perso in modo balordo. Non nego che c’erano poi delle divergenze coi giocatori, se non addirittura degli screzi, tipo con Di Mango. Ma è anche vero che non ho deciso io di mandare via Buonaiuto, che era l’attaccante principe della squadra: è stata una sua decisione avallata dalla società. Sapevo inoltre che alle mie spalle era stato contattato un altro allenatore, non Cobelli, per prendere il mio posto l’anno successivo. Insomma, razionalmente mi sento di affermare che ci sono stati degli atteggiamenti e dei non detti che hanno portato ad una rottura inevitabile». La rottura si è consumata nell’arco di 24 ore, durante i primi di marzo. Franzini la ricorda così: «Ho dato disponibilità, come ho sempre fatto, per un incontro a viso aperto con la squadra, il presidente e il ds, che non si è presentato. Ai ragazzi è stata data l’occasione di esprimersi, ma nulla è emerso né in mia presenza né una volta fatto uscire. Non avevo alcun problema a farmi da parte nel caso. Mi sono così presentato all’allenamento il martedi sera senza captare granché dai ragazzi. Il mercoledì ho capito col presidente che non c’era modo di continuare. La separazione è stata in qualche modo consensuale». Da parte di Franzini non c’è l’intenzione di fare polemica: «Penso solo che sia mancata una certa onestà intellettuale, in primis dai ragazzi e poi dal ds e dal patron, che non sembravano in controllo della situazione. Sono rimasto deluso e scottato dall’atteggiamento umano, in realtà. Non a caso solo quattro giocatori mi hanno cercato dopo l’esonero. Potevo essere trattato in altro modo, vista anche la considerazione che mi ero guadagnato nei mesi precedenti». Ma ormai è acqua passata: Franzini si farà trovare pronto per una nuova avventura.