MANTOVA In 200 hanno raccolto l’invito di Fabrizio Lori per la presentazione pubblica del libro Non ho sentito la campana, da lui stesso scritto ed editato. L’evento si è tenuto ieri al Parco Te e ha visto riunirsi lo zoccolo duro del tifo biancorosso, sostenitori di ogni età, ex impiegati del Mantova, oltre ai famigliari dello stesso Lori. Lui, l’ex patron dell’Acm, era in forma smagliante. Ha autografato decine di copie del libro, che racconta la sua vita dal momento in cui decise di rilevare il Mantova agli anni più recenti. Introdotto dall’assessore comunale allo Sport Stefano Simonazzi e dal sindaco Andrea Murari («è bello che la città esprima la propria gratitudine e vicinanza ai cittadini che la amano»: le parole del primo cittadino), Lori si è palesato sul palco tra gli applausi fragorosi del pubblico. Ha raccontato che quella del libro era un’idea rimasta incompiuta per molto tempo. «Poi una mattina ho ascoltato una canzone e mi si è sbloccato tutto. In 20 giorni il libro era scritto». La canzone era 8 Mile di Eminem, che Lori ha fatto risuonare sul palco e ballato da consumata rockstar. Un siparietto con i figli Dario e Antonio, perfettamente a loro agio di fronte alla numerosa platea, e poi la lettura del capitolo che l’ex patron ha definito «il più facile da scrivere, ma il più difficile da leggere»: quello che racconta il periodo del carcere. Una testimonianza drammatica, cruda e toccante, che Lori ha restituito al pubblico tutta d’un fiato, con palpabile commozione. Dopo aver dato spazio a qualche domanda del pubblico, l’ex presidente del Mantova è tornato in mezzo alla sua gente, firmando altre decine di copie e prestandosi per le foto di rito. Il volume (120 pagine) sarà in vendita da oggi nelle librerie al prezzo di 24 euro.





























