Home Sport Calcio Serie B – Fabio Brutti: “Orgogliosi del Mantova che abbiamo costruito”

Calcio Serie B – Fabio Brutti: “Orgogliosi del Mantova che abbiamo costruito”

MANTOVA È stata un’estate intensa e fruttuosa quella di Fabio Brutti, al suo debutto nel ruolo di direttore sportivo in Serie B. Stando ai primi risultati, ha superato in pieno la prova. A due settimane dalla chiusura del mercato, il dirigente del Mantova ha incontrato la stampa per una chiacchierata a 360 gradi.
Direttore, partiamo dal mercato?
«È stato tosto. Abbiamo continuato il lavoro di gennaio, cercando calciatori funzionali al gioco di Modesto. La rivoluzione è stata completata con 20 entrate tra riscatti e nuovi acquisti; e 12 uscite. Mi piace sottolineare che solo tre giocatori sono in prestito secco (Vlahovic, Tomasevic e Chinetti). Gli altri sono o diventeranno di proprietà del Mantova, dunque vanno considerati un nostro patrimonio. Abbiamo il secondo organico più giovane della Serie B e di questo siamo fieri».
Deve qualche ringraziamento?
«Alle società che hanno collaborato con noi: Torino, Atalanta, Fiorentina, Bologna, Inter, Parma, Roma, Como. Agli agenti dei calciatori, che hanno compreso la nostra filosofia, ovvero valorizzare i giocatori. Ai ragazzi che sono arrivati e a quelli che non sono più con noi. Al reparto scouting, determinante nell’individuare i profili a noi più congeniali. E poi a due persone in particolare».
Ovvero?
«Il presidente Piccoli, che mi ha sostenuto in ogni passo e in ogni scelta. Mi piacerebbe che la gente apprezzasse di più gli sforzi che sta facendo per il Mantova. E poi ringrazio Modesto, che considero un predestinato, un fuoriclasse. È un piacere vederlo lavorare».
Gli obiettivi sono stati tutti centrati?
«L’unico che ci è sfuggito è Dembélé. L’ho aspettato per mesi e ci ho sperato fino all’ultimo. In compenso siamo riusciti a riprenderci Kouda: è stato un lavoro lungo».
Chi altri le sarebbe piaciuto avere?
«Se proprio devo fare un nome, dico Topalevic dell’Inter (finito alla Carrarese, ndr)».
Il colpo di cui va orgoglioso?
«È sempre antipatico fare nomi, ma mi sbilancio: Ilie. Lo considero un giocatore di livello internazionale».
Rispetto allo scorso anno, il budget a disposizione è cresciuto? Se sì, di quanto?
«Più o meno il 20%».
Sono rimasti sia Trimboli che Bragantini…
«Non è stato semplice. Per Bragantini sono arrivate richieste dall’estero e da un paio di società di Serie A. Noi però avevamo già venduto Marras e poteva bastare. Ho parlato col ragazzo, dicendogli che volevamo allestire una rosa competitiva e lui è rimasto volentieri».
E Trimboli?
«Lui è l’anima di questa squadra, non a caso gli è stata affidata la fascia di capitano. Stiamo lavorando per prolungargli il contratto (che è in scadenza, ndr) e sono convinto che presto troveremo la quadra».
Un altro colpaccio è stato tenere Ruocco…
«Anche lui aveva un paio di richieste importanti. Ma non abbiamo mai pensato di cederlo. Ricordo quanto avesse inciso l’anno scorso, anche in momenti delicati per la squadra».
Con Marras è andata diversamente…
«È stata una trattativa veloce. La nostra richiesta economica era chiara e il Pisa l’ha soddisfatta. Devo ammettere che ci ho pensato un po’, perchè conosco le qualità di Tommaso. Ma lui stesso aveva espresso la volontà di andare a Pisa. A quel punto abbiamo preferito monetizzare per poi investire su altri giocatori».
Come risponde ai mugugni sul rendimento di Gliozzi?
«Che il ragazzo si sta allenando benissimo e sta facendo un ottimo lavoro in partita. Non è semplice acquisire in poco tempo le indicazioni del mister. Eppure, se finora hanno segnato in tanti, credo che il merito sia anche suo. E arriverà pure il suo turno».
Tre nomi: Longonda, Silva e Spinaccè. Cosa ci dice?
«Longonda l’avevo visionato personalmente, poi l’abbiamo studiato meglio con l’area scouting: era un obiettivo. Silva volevo già portarlo al Caldiero; il mister gli ha cambiato ruolo, lui lo sapeva e se la sta cavando bene. Spinaccè ha caratteristiche che ci faranno comodo».
Radaelli farà ancora parte del progetto?
«Sì. Rientrerà dopo la sosta e su di lui contiamo».
Quanto hanno inciso la componente umana e mentale nelle scelte?
«È stata fondamentale. Abbiamo scelto giocatori predisposti al lavoro, al “sacrificio”, al rispetto delle regole. Il Mantova è cresciuto molto anche in ambito strutturale: c’è un nuovo staff medico, professionisti che seguono e curano l’alimentazione… È tutto più professionale. Questo si riflette anche all’esterno: la società ha acquisito un credito che le viene riconosciuto dagli addetti ai lavori».
Si aspettava un inizio così positivo a livello di risultati?
«Ci speravo… ma non così. Anzi, non vi nascondo che dopo l’amichevole col Carpi, considerando gli infortuni, ero un po’ preoccupato».
Dove volete arrivare?
«A salvarci il prima possibile. Bisogna stare concentrati, guai ad abbassare la guardia».
Sognare si può?
«Intanto salviamoci. Poi magari ci si potrà divertire. Ma mantenendo i piedi per terra, con razionalità».