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Calcio Serie B – Lorenzo Ignacchiti stregato dal Mantova: “Alla prima telefonata ho detto sì”

MANTOVA Ventidue anni, pisano, Lorenzo Ignacchiti è uno dei tanti volti nuovi che i tifosi del Mantova hanno cominciato ad apprezzare in queste settimane. Centrocampista cresciuto nell’Empoli, ha esordito tra i professionisti col Pontedera in C. Poi subito in B in prestito alla Reggiana e finalmente con la casacca madre dell’Empoli. La scorsa stagione, complici i guai della squadra toscana, non è stata esaltante per lui. Ciononostante, il Mantova l’ha individuato come uno degli obiettivi per rinforzare la squadra. Ed eccolo in biancorosso, a titolo definitivo fino al 2030.
Lorenzo, ci racconti come si è sviluppata la trattativa?
«È partita presto, a inizio maggio. Sono stato contattato dal direttore e dal mister, mi hanno convinto dalla prima chiamata. Ho percepito subito fiducia nei miei confronti, quindi non ho avuto dubbi nell’accettare la proposta. Poi per la trattativa c’è voluto un po’ più di tempo: bisognava parlare con l’Empoli, io ero un prodotto del loro settore giovanile, nel frattempo mi erano giunte altre offerte… Insomma, è stato un percorso un po’ lungo. Ma la mia priorità era chiara dall’inizio: il Mantova».
Quali sono le tue caratteristiche?
«Sono un giocatore molto generoso. Corro tanto, faccio leva sulla mia forza fisica, mi piace inserirmi e dialogare con i compagni. Spero di evidenziare queste mie peculiarità anche a Mantova».
Quali impressioni hai ricavato dai primi allenamenti?
«Stiamo lavorando molto bene col mister. Il gruppo è fantastico e mi ha accolto alla grande. Sono felice di questo».
Gli allenamenti di Modesto non sono leggeri…
«In effetti stiamo lavorando con grande intensità. Ma dobbiamo continuare così se vogliamo arrivare pronti al campionato. E poi fin dal primo giorno ho percepito una motivazione altissima da parte di tutti. A cominciare da me: i duelli fisici e l’uno contro uno, concetti sui quali il mister insiste, sono il mio pane quotidiano».
Quali obiettivi ti sei posto per questa stagione?
«A livello di squadra, salvarci il prima possibile. Con la Reggiana c’eravamo salvati all’ultima giornata, con l’Empoli alla penultima… Stavolta spero di soffrire di meno. L’importante è non abbassare mai la guardia, la B è un campionato impegnativo».
C’è spazio per qualcosa in più della salvezza?
«Io dico che prima di tutto dobbiamo fare punti per restare in B. Poi vediamo se ci sarà l’occasione per altri obiettivi. Ma serve tanta umiltà».
Tanti tifosi fin dalle prime amichevoli: ti ha sorpreso?
«È una sensazione bellissima. Avevo già avuto modo da avversario di toccare con mano la passione della piazza. Per un giocatore è importante sentire la gente che lo sostiene».
Sei andato in gol in due delle tre amichevoli giocate fin qui: è una tua prerogativa?
«Non proprio. Anzi, negli ultimi due anni ho sprecato troppe occasioni sotto porta. Migliorare a livello realizzativo è uno degli obiettivi che mi sono posto a livello personale. Già in queste amichevoli sto prendendo maggiore confidenza col gol. Spero che questo sia l’anno buono per segnarne diversi».
Come ti trovi con Trimboli?
«Simone è uno dei giocatori top della categoria. Averlo di fianco è… tanta roba. Non solo: è il classico giocatore importante dentro e fuori lo spogliatoio. Non so cosa deciderà lui e cosa deciderà la società. Noi ci auguriamo che rimanga qui perché è il nostro capitano».
Tu sei toscano e il calendario ha riservato al Mantova due toscane nelle prime due giornate. Dopo la trasferta a Carrara, addirittura il “tuo” Empoli…
«Sì, abbiamo seguito il sorteggio del calendario negli spogliatoi di Zingonia, prima dell’amichevole con l’Atalanta. Beh, per me è stata un’emozione sapere che debutteremo al Martelli proprio contro l’Empoli. Ci teniamo a vincere, davanti ai nostri tifosi. Anche perché partire bene sarà molto importante».