MANTOVA La relazione della Commissione Sanità del Consiglio regionale sugli impianti di cremazione in Lombardia, ha evidenziato un boom delle cremazioni (54,2%), con la provincia di Mantova che si configura come il principale hub interregionale, accogliendo più salme da fuori regione che dal territorio locale grazie a un impianto efficiente. La struttura mantovana ha gestito complessivamente 2.336 cremazioni di feretri lombardi e 2.729 da fuori regione, ponendosi come polo attrattivo nella Lombardia meridionale con tempi d’attesa ridotti. “La relazione – ha detto la presidente di Commissione, Patrizia Baffi- ci restituisce un quadro positivo e conferma la capacità di Regione Lombardia di programmare sulla base di dati puntuali servizio estremamente delicato, che riguarda le famiglie in un momento di fragilità e che richiede efficienza, equilibrio territoriale e attenzione alla qualità dell’offerta”. “Il monitoraggio – ha spiegato la relatrice Claudia Carzeri – si riferisce all’anno 2024 ed è un obbligo normativo previsto dalla legge regionale e fotografa lo stato della domanda e degli impianti”. Con 102.161 decessi, il 2024 ha confermato una contrazione della mortalità che torna ai numeri precedenti alla pandemia. Il dato è infatti simile a quello del 2019 e ben più basso rispetto ai quasi 112mila del 2022. In Lombardia sono attivi 12 impianti di cremazione per una capacità effettiva complessiva di tutta la rete lombarda di 54.256 cremazioni annue. Le linee operative sono 29 di cui due a Mantova.



























