MANTOVA – «Mantova è ultima. Non in senso figurato: nell’edizione 2026 dell’Indice di Vivibilità Climatica, Mantova risulta la peggiore tra i 108 capoluoghi di provincia. Un primato negativo che non sorprende chi vive qui: 47 giorni di caldo africano, 74 notti tropicali, 72 giorni con temperatura percepita oltre i 32 gradi. Di fronte a questo scenario – mentre Bologna, Firenze, Roma e Torino stanno già costruendo reti di rifugi climatici – Mantova non può permettersi di restare ferma». Lo afferma il segretario provinciale di Radicali Mantova Francesco Liotta Violi. «Chiediamo alla Giunta e a tutti i Comuni della provincia di identificare e destinare luoghi pubblici già esistenti, chiese sconsacrate, biblioteche, spazi civici, musei, edifici pubblici inutilizzati, a rifugi climatici: spazi gratuiti, accessibili, aperti durante le ondate di calore, dove chiunque possa trovare ristoro. Un esempio immediato e simbolicamente potente è l’ex Chiesa di San Cristoforo: un edificio pubblico, centrale, non più di culto, che potrebbe diventare un’oasi urbana nei mesi estivi. Non si tratta di strutture costruite ex novo, bensì di una rete di edifici pubblici o spazi urbani già esistenti, adattati per offrire sollievo durante eventi climatici estremi. Acqua potabile, ombra, aria fresca, un luogo sicuro. Niente di straordinario, ma straordinariamente utile. Non serve aspettare bandi, non serve una delibera epocale. Serve la volontà politica di trattare il caldo per quello che è: un’emergenza ordinaria, prevedibile, e prevenibile», conclude Liotta Violi.




























