ZINGONIA (Bg) Un ottimo Mantova tiene testa all’Atalanta e strappa un punto meritato, che nulla vale sul piano pratico, ma tanto pesa su quello morale. Nell’amichevole di lusso, giocata a porte chiuse al centro sportivo di Zingonia, i biancorossi di Modesto (ex di turno) hanno ricavato indicazioni confortanti, pur con tutte le cautele del caso. Hanno saputo coniugare ordine, disciplina, aggressività e personalità, contro un avversario certo appesantito da una settimana di allenamenti in più, ma dal tasso tecnico indubbiamente superiore. L’1-1 finale premia la tigna dei virgiliani. Modesto accoglie col sorriso anche la crescita dei nuovi elementi, sia titolari che subentrati. Insomma, c’è del buono in questo Mantova. In attesa ovviamente di ulteriori progressi nelle prossime uscite, a cominciare dall’amichevole di domenica con l’Ambrosiana.
Scendiamo in cronaca. Il minuto di raccoglimento per la scomparsa del papà di Maurizio Sarri precede il fischio d’inizio. Nell’undici biancorosso spicca (piacevole sorpresa) il redivivo Trimboli, addirittura con la fascia da capitano: un segnale distensivo che allontana la partenza del centrocampista? Sicuramente un gesto di stima da parte di Modesto, che evidentemente vorrebbe contare ancora su di lui. Maggioni al posto di Silva sulla fascia destra è l’altra novità presentata dal tecnico rispetto all’amichevole di Volta. Partono forte i nerazzurri, che guadagnano due corner consecutivi nei primi minuti. Mantova comunque ordinato. Al 16’ l’Atalanta passa con un gioiello di Samardzic su una punizione dal limite da lui stesso procurata: la palla scavalca la barriera, tocca la traversa e rimbalza oltre la linea lasciando Bardi inerme. Il Mantova reagisce con una conclusione a giro di Bragantini che non centra lo specchio; e una coraggiosa rovesciata di Gliozzi sugli sviluppi di un corner, anch’essa fuori bersaglio. Ci prova anche Tomasevic di testa, senza fortuna. Il piglio dei biancorossi convince: Trimboli detta i tempi, Bragantini è vivace e propositivo, la manovra scorre fluida e la difesa regge bene. Per una decina di minuti si gioca in una sola metacampo, quella bergamasca. Al primo rovesciamento di fronte, però, l’Atalanta ha l’occasione del raddoppio con Raspadori, poco reattivo. I ragazzi di Sarri vanno vicini al raddoppio almeno altre due volte, ma l’occasione migliora se la costruisce Bragantini al 42’, con una serprentina che lo porta a un passo da Carnesecchi: tutto bene tranne il tiro, centrale e respinto dal portiere. È l’ultima emozione di un primo tempo gradevole, giocato su ritmi non irresistibili, ma comunque ricco di spunti.
Nella ripresa, Modesto cambia sei undicesimi: oltre a Gemello, entrano Silva, Vesentini, Wieser, Bayou e Cajazzo. In corso d’opera ci sarà spazio per Keita e i rientri di Chinetti e Maggioni. Molti cambi anche nell’Atalanta. Partenza al fulmicotone dell’Acm: al 49’ l’ottimo Wieser centra la traversa dopo uno scambio con Bayou; al 54’ Cajazzo pareggia spingendo in rete un traversone dalla destra di Silva; al 57’ Sportiello deve superarsi per alzare in corner una conclusione a botta sicura di Wieser. Il Mantova si muove con disinvoltura, mentre la manovra dei bergamaschi si fa farraginosa e imprecisa. Per la Dea un’occasione per Maldini e poco altro. L’1-1 finale premia giustamente i biancorossi, davanti a un soddisfatto Filippo Piccoli. Modesto avrà comunque preso appunti, su quel che va migliorato a un mese dall’inizio del campionato. C’è tempo, e la base sembra buona.





























