PORTO MANTOVANO – Un’imponente operazione di controllo condotta nell’aprile del 2025 aveva smantellato un sistema di gravi illegalità all’interno di un capannone industriale a Porto Mantovano con conseguente sequestro di macchinari e altre attrezzature. Nei giorni scorsi in seguito a controlli di verifica del materiale sequestrato, i Carabinieri Forestali di Mantova hanno scoperto che buona parte dei macchinari sotto sequestro erano nel frattempo spariti.
L’intervento dell’aprile 2025
L’intervento dello scorso anno era nato dall’attività informativa della locale Stazione dei Carabinieri, aveva visto l’azione congiunta del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) e del Nucleo Carabinieri Forestale di Mantova. Sotto la lente dei militari era finita un’attività artigianale gestita da una ditta individuale, rivelatasi un buco nero per la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente.
Lavoratori in nero e zero sicurezza: attività sospesa
L’ispezione del N.I.L. aveva fatto emergere uno scenario di totale disprezzo delle norme sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008). L’azienda era priva del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), della nomina del Responsabile della prevenzione (RSPP) e del medico competente. Mancavano persino i presidi di primo soccorso e la manutenzione degli impianti antincendio.
A peggiorare la situazione, i Carabinieri avevano identificato due lavoratori completamente in nero. Per queste violazioni era scattata l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale, accompagnata da ammende e maxi sanzioni amministrative per un totale di oltre 24.900 euro.
Sigilli ai macchinari e sanzioni ai clienti
I Carabinieri Forestali avevano inoltre accertato che l’officina operava senza l’iscrizione all’albo provinciale delle imprese artigiane e senza il registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi, violazioni costate oltre 9.300 euro di multe. I militari avevano quindi eseguito il sequestro amministrativo cautelare di tutte le attrezzature: macchinari per la verniciatura, sollevatori, compressori e 11 veicoli in fase di lavorazione. Anche i proprietari di questi ultimi sono stati sanzionati con multe per un totale di 946 euro. Il titolare della ditta, un 61enne residente a Goito, era stato deferito alla Procura della Repubblica di Mantova.
Il colpo di scena: spariscono i beni sequestrati
La vicenda si è arricchita di un ulteriore capitolo penale nei giorni scorsi. Durante un sopralluogo dei Carabinieri Forestali per verificare la consistenza dei beni sottoposti a vincolo, i militari hanno scoperto che numerosi attrezzi, macchinari e carrelli elevatori erano misteriosamente spariti dal capannone. Il 61enne di Goito, nominato all’epoca custode giudiziario dei beni, è stato perciò nuovamente denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di violazione colposa dei doveri di custodia.





























