Home Cronaca Mantova conquista il Sunday Times: «L’alternativa a Firenze senza la folla»

Mantova conquista il Sunday Times: «L’alternativa a Firenze senza la folla»

MANTOVA – «L’alternativa a Firenze senza la folla che probabilmente non avete mai
visitato», è il titolo con cui il Sunday Times dedica un ampio reportage alla città dei
Gonzaga, pubblicato il 31 luglio e firmato dalla giornalista Helen Pickles. Un riconoscimento
importante per Mantova, presentata al pubblico britannico come una delle destinazioni
culturali sorprendenti d’Italia: un patrimonio rinascimentale paragonabile a quello di Firenze
e un fascino sull’acqua che richiama Venezia. L’autrice descrive Mantova come una città
«quasi caricaturalmente italiana»: vicoli acciottolati, biciclette che attraversano il centro
storico, cortili nascosti e torri che compaiono all’improvviso. Grande spazio è dedicato alla
storia dei Gonzaga, definiti mecenati potenti e ambiziosi quanto i Medici, che chiamarono
alla loro corte artisti come Andrea Mantegna, Giulio Romano, Leon Battista Alberti e Claudio
Monteverdi, lasciando un’eredità artistica ancora oggi straordinaria. Il reportage
accompagna i lettori alla scoperta dei principali monumenti cittadini. Palazzo Ducale viene
raccontato come un complesso monumentale di cinquecento stanze, impreziosito dagli
affreschi della Camera degli Sposi e dagli ambienti decorati dai Gonzaga. Ampio spazio
trovano anche la Basilica di Sant’Andrea, con la reliquia del Preziosissimo Sangue custodita
nella cripta, la Rotonda di San Lorenzo, la “chiesa più antica della città”, il Teatro Bibiena,
descritto come un autentico “scrigno di gioielli” barocco nel quale si esibì il giovane Mozart
nel 1770, e Palazzo Te, il palazzo delle letizie, decorato riccamente da Giulio Romano. Non
sfugge alla giornalista neppure Palazzo Castiglioni, affacciato su piazza Sordello proprio di
fronte a Palazzo Ducale. L’edificio, antica dimora dei Bonacolsi, la famiglia che governò
Mantova prima dell’ascesa dei Gonzaga, viene scelto come una delle strutture in cui
soggiornare per vivere la città. Pickles racconta di aver trascorso qui alcune notti,
descrivendo le grandi sale ricche di arredi antichi e la suggestiva camera ricavata nella torre,
dalla quale si apre una vista sui tetti di Mantova fino alle Prealpi nelle giornate più limpide.
Non manca il racconto dell’atmosfera cittadina: le piazze collegate tra loro, le osterie, le
gelaterie storiche, la cucina mantovana, dai tortelli di zucca allo stufato d’asino, e la vista dei
tre laghi formati dal Mincio, che rendono l’ingresso in città dal ponte di San Giorgio uno dei
più suggestivi del Nord Italia. L’articolo si conclude con un’immagine che sintetizza lo spirito
del viaggio: Piazza Sordello animata dal suono delle campane del Duomo e dalle colorate
Fiat 500 del tradizionale raduno annuale, una scena che, secondo il Sunday Times, rende
Mantova «ancora una volta quasi caricaturalmente italiana». Antonia Bersellini Baroni