MANTOVA – Quale arte nel mondo virtuale? E’ la domanda che Francesco Spampinato, docente di Arte Contemporanea all’Università di Bologna ha posto nell’incontro al Campus del Politecnico di Milano. Un quesito che si porta avanti da qualche anno. “L’arte contemporanea è sempre stata interessata da ogni sfida tecnologica. Dall’inizio dell’età moderna ogni tecnologia ha avuto ripercussioni nel mondo dell’arte. Gli artisti sono forse stati tra i primi ad approcciare alle tecnologie in modo diverso sperimentando utilizzi alternativi di queste tecnologie. In qualche modo anche prevedendone le possibili trasformazioni. E’ successo col cinema, con la televisione, con la radio- Il discorso vale oggi nell’epoca post internet e post Covid con le tecnologie digitali sempre più determinanti nel nostro stile di vita. Gli artisti contemporanei non hanno paura di questi cambiamenti nè sono scettici “. La sfida lanciata dai social media, piattaforme per lavorare da remoto, display interattivi, app mobili e sistemi di monitoraggio in real life hanno subito, dopo l’avvento della pandemia, una forte accelerazione- Mondo virtuale e mondo reale interagiscono e si sovrappongono. Ma l’arte e la cultura visuale dell’epoca in cui viviamo si sovrappongono in una continuo reale virtuale senza soluzione di continuità, seamless come la definisce Spampinato in un suo lavoro. Il docente di Storia Contemporanea ha presentato tanti esempi di questo mondo virtuale che considera non un’estensione del nostro mondo ma una simulazione, un universo autonomo che si alimenta anche senza il nostro contributo quale arte possibile in un mondo virtuale. Il tutto attraverso una serie di quesiti posti ai presenti.




























