Home Cronaca Da suddite a cittadine: il voto delle donne e la Resistenza

Da suddite a cittadine: il voto delle donne e la Resistenza

MANTOVA – Uno dei principali traguardi verso l’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna è stato raggiunto nel 1946, alle elezioni amministrative della primavera e nello storico referendum istituzionale tra monarchia e repubblica. Fu in quella occasione che le donne italiane si recarono per la prima volta alle urne. Ottanta anni dopo questa tappa ne ha riparlato Benedetta Tobagi all’incontro “Da suddite a cittadine” prendendo spunto dal suo libro “La Resistenza delle donne” sotto la tenda di piazza Sordello al Festivaletteratura. La pubblicazione ha vinto il premio Campiello nel 2022. L’autrice ha riprodotto il percorso istituzionale a partire dal 2 febbraio 1945, quando è stato riconosciuto il diritto di voto alla popolazione femminile. “Le donne – ha osservato – sono diventate protagoniste attive nella lotta partigiana per arrivare al riconoscimento del suffragio universale, non senza difficoltà”. Tobagi ha sottolineato che il contributo femminile non si limitò all’ambito militare, ma ebbe anche una significativa dimensione sociale e culturale, sfidando le strutture patriarcali e i pregiudizi sessisti tipici dell’Italia Fascista. Ha rappresentato l’intenso dibattito che si sviluppò tra i favorevoli e i contrari al voto delle donne. Alle amministrative vennero spazzati via i timori dell’astensionismo femminile che votarono nella misura dell’89 per cento. L’incontro è iniziato con i brevi interventi di Alessandro Della Casa di Filofestival, Claudia Bonora dell’Istituto mantovano di storia contemporanea e di Paola Longari di Anpi che hanno collaborato per organizzare l’evento.