MANTOVA – C’è una “bomba” sociale sotto la sedia del vicesindaco Chiara Sortino, delegata alle politiche del welfare dell’ente. I dati non mentono e ci confermano che Mantova non è più la città benestante di anni fa quando scalava le classifiche delle statistiche sino ad arrivare al podio di città più ricca d’ Italia.
Al di là del fatto che l’ascensore sociale è fermo da molti anni e 7 giovani cittadini su 10 preferiscono migrare altrove per fare carriera, tanti o troppi nuclei familiari devono fare i conti con la sussistenza e le difficoltà quotidiane. Sono oltre 1.500 i cittadini che bussano alle porte dei servizî sociali e del suo budget annuo di 11 milioni per chiedere un supporto economico a sostegno del proprio nucleo.
I profili sono i più varî e disparati. Si va dalla famiglia che ha ricevuto uno sfratto e deve risolvere il problema casa, al disoccupato che perdendo il lavoro necessita di accedere all’emporio solidale per beni alimentari di prima necessità, sino alle molte persone che non riescono a far fronte alle spese mediche e farmaceutiche.
Ci sono anche i tanti stranieri che non riescono a trovare stabilità e sono costretti a chiedere un aiuto perché in condizioni di povertà assoluta.
I numeri nudi e crudi forniti dai dirigenti di via Conciliazione documentano che alla data odierna sono 798 i nuclei familiari che vivono in accertata condizione di disagio economico; di questi, 557 sono italiani e 241 i nuclei di cittadini stranieri.
Altrettante poi le domande. Nel primo semestre dell’anno sono conteggiati in 747 gli accessi al servizio di Segretariato sociale, ossia al servizio offerto dal Comune con altri enti locali in grado di fornire informazioni, orientamenti e accompagnamenti ai cittadini in situazione di bisogno. Altro dato: si computa circa nella misura del 20% il novero dei contribuenti con un reddito tra zero e 10mila euro lordi annui. Come dire che un quinto delle famiglie residenti in città si vede costretta a vivere con meno di 1.000 euro al mese. E segnali di miglioramento non se ne vedono all’orizzonte.





























