CASALOLDO – Una figura singolare quella del diacono della parrocchia di Casaloldo, Mario Gerola che non ha mai smesso di fare il mestiere dell’arte della cura, dalla cattedra, alla chiesa, alla piazza. Fa quello che ci si aspetta da un diacono: assiste il parroco alle messe, porta la comunione e la parola a chi non può più uscire di casa, visita gli anziani non per dovere ma per abitudine del cuore, si prende cura di chi la vita ha lasciato un po’ indietro. Sono gesti che restano nell’ombra delle sacrestie e delle case, e che nessuno fotografa. «Pochi sanno che quella stessa cura per la parola, affinata su tanti anni di insegnamento, Mario la mette al servizio anche del Vaticano, – spiega lo storico Gianfranco Agazzi – correggendo bozze di testi liturgici, e di tanti prelati e persone che gli affidano i propri scritti perché li rilegga e li limi. È una disponibilità che non conosce orario: chi bussa alla sua porta con un testo da correggere, trova sempre qualcuno pronto ad ascoltare». Gerola custodisce anche l’archivio parrocchiale, e chi a Casaloldo cerca le proprie radici come ad esempio una ricerca genealogica, una traccia storica del paese, passa quasi sempre da lui. «Ma c’è un gesto di Mario che è sotto gli occhi di tutti, ogni mattina, – continua lo storico Agazzi – e che forse proprio per questo rischiamo di non vedere più: prende la scopa e pulisce piazza Matteotti. Non è un modo di dire, lo fa davvero, tutte le mattine, davanti alla chiesa. Una piazza viva, attraversata da macchine, vitale non solo nel giorno di mercato, circondata dai negozi che aprono le saracinesche: il salotto di Casaloldo, che si sporca in





























