MANTOVA – Si è presa l’onere di gestire la “controffensiva” di centrodestra alle proposte del centrosinistra alle comunali del 2026, ma la compagine di Fratelli d’Italia pare a tutt’oggi ancóra distante dal proporre un disegno unitario e di coalizione a ciò che il centrosinistra sta ormai portando in dirittura d’arrivo: la candidatura di Andrea Murari come aspirante successore di Mattia Palazzi e un programma concepito sul filo di continuità con quello del governo uscente – ivi comprese le forze della coalizione che lo sosterranno. I fratelli “tricolori” hanno ieri l’altro preso il palco del Teatro Sociale per presentarsi e definire quantomeno le linee di indirizzo. Al tavolo i massimi vertici di Fd’I, la coordinatrice provinciale Paola Mancini, il responsabile regionale del partito Carlo Maccari, il coordinatore cittadino Stefano Nuvolari e l’assessore regionale Alessandro Beduschi. I saluti istituzionali sono venuti dal presidente provinciale Carlo Bottani, in un clima risultato dominato da personalità confluite nel partito dalle falangi di Forza Italia: Nicola Sodano, Luca Tallarico, Alessandro Colombo e lo stesso Nuvolari. Ancóra non si è parlato di candidature. Maccari ha sollevato i temi del lavoro e dell’attrattività del capoluogo come elementi su cui spendere le carte programmatiche. E proprio su tale tema è parso evidente che i tricolori abbiano costituito un “duumvirato” strategico affidando a Tallarico e all’avvocato Sebastiano Riva Berni il còmpito di stilare le linee guida. Il candidato anti-Murari verrà in conseguenza.





























