MANTOVA – Non si può dire che a Mantova scarseggino gli eventi di carattere artistico e culturale. Le valutazioni da fare sono poi altre: quanto le iniziative coinvolgano i cittadini e le zone del capoluogo, quali fasce d’età interessino, come siano coordinate. Ma pure quanto i mantovani abbiano voglia e volontà di prendere parte alle proposte. Partendo dal presupposto che per realizzare qualsiasi idea servano fondi. E che quelli pubblici stanziati per la cultura abbiano subito nel tempo importanti variazioni.
Per questo la presenza e il supporto dei privati nel rafforzamento della divulgazione culturale resta un fattore fondamentale da sviluppare, almeno nel contesto virgiliano.
Per quanto concerne l’ambito comunale a chiarire i tanti aspetti presi in esame in questo campo è il sindaco di Mantova Andrea Murari (nella foto in alto durante la presentazione del programma Festivaletteratura).
Mantova conta un buon numero di realtà culturali sul territorio. Ma spesso ciascuna comunica a modo proprio, mentre iniziative realizzate in sinergia sarebbero più efficaci. Come si sta lavorando per un migliore scambio e un possibile calendario ragionato degli eventi?
“Esistono già alcuni strumenti di promozione congiunta delle tantissime iniziative che vengono organizzate a Mantova. Siti, pagine social, canali whatsapp, newsletter. Stiamo lavorando per far confluire in un unico portale tutte le informazioni e la promozione degli eventi. Da ricordare inoltre la rete dei Musei e Monumenti, cabina di regia che, nata nell’autunno dello scorso anno e coordinata dal Comune di Mantova, include 38 realtà – pubbliche e private – della città e di cui la Notte dei Musei, con due edizioni realizzate con successo in pochi mesi, è chiaro esempio di sinergia ed efficacia”.
Oltre ai due poli museali principali della città, Palazzo Te e Palazzo Ducale, che rilevanza si dà alle altre sedi e attraverso quali progetti?
“Stiamo lavorando moltissimo con gli altri musei, non solo quelli civici, per un’offerta culturale il più possibile allargata. Biglietti integrati, i nuovi pass, iniziative congiunte tra diversi soggetti sono già una realtà. In futuro vogliamo allargare questa rete anche al di fuori del Comune di Mantova”.
Sonnabend Collection Mantova deve ancora trovare la propria dimensione internazionale e aumentare la capacità attrattiva. Servono comunicazione vasta, più tempo e cosa altro?
“L’operazione Sonnabend Collection a Mantova ha visto una prima fase, complicatissima e fondamentale, che è servita a portare la collezione, una delle più significative collezioni appartenenti a un privato del mondo, a Mantova. Ora serve lavorare sulla sua promozione e sul suo racconto. Sono convinto ci siano grandi potenzialità di crescita. A questo proposito considero un ulteriore passo per lo sviluppo del progetto la mostra Fireworks, dedicata a Ileana Sonnabend e alla sua visione dell’arte contemporanea, che il Comune di Mantova coorganizza a Roma con Palazzo delle Esposizioni e Roma capitale e che si inaugura il 2 novembre”.
Passando alla componente teatrale: quale è oggi il ruolo del Sociale e come si affianca alle altre realtà teatrali del capoluogo?
“Fondazione Artioli sta facendo da anni un grande lavoro, proponendo una stagione di alto livello e insieme popolare. Il riscontro di pubblico è importante e ha riportato il Sociale ai suoi anni migliori. L’offerta teatrale mantovana è nel complesso vasta e di qualità, proprio grazie alla molteplicità dei soggetti che la alimentano: diversificata com’è consente di arrivare a coprire un pubblico molto ampio”.
La cultura si fa anche fuori dai luoghi strettamente culturali, come piazze e quartieri. Quanto si fa a Mantova e quanto funziona?
“La cultura a Mantova è ovunque. Il centro storico, con i suoi luoghi unici e il suo patrimonio monumentale e museale, è il palcoscenico perfetto di un’infinità di festival ed eventi. La cultura permea anche i quartieri, penso alla street art a Lunetta, alle continue progettualità delle biblioteche di quartiere e degli spazi sociali”.
Si parla spesso di attività e appuntamenti rivolti in particolare alla fascia più giovane della cittadinanza. Quali spazi per la cultura e per l’espressione offre la città in tal senso?
“Ci siamo impegnati moltissimo in questi anni sull’offerta per giovani e giovanissimi. Segni è un festival di livello internazionale. Ma ci sono molte attività che coinvolgono bambini e ragazzi di tutte le età, rendendoli protagonisti e non solo spettatori. Il Boccio, in particolare, è un nuovo grande spazio dedicato soprattutto a loro, che viene gestito da un’associazione di under 35. Ci sono poi le iniziative rivolte alle scuole, che hanno il merito d’avvicinare alla fruizione culturale tutti, in maniera inclusiva”.
Esiste una fascia d’età meno coinvolta nelle iniziative culturali e come si può, nel caso, integrare?
“Penso che siamo riusciti negli anni a costruire proposte culturali e coinvolgimento per tutte le età. Dai neonati che con i genitori possono sperimentare, grazie a iniziative mirate, l’arte museale e quella musicale, fino alla popolazione più anziana, che in città trova occasioni di socialità nel segno delle arti, differenziate sia per tipologia d’offerta che in termini di orari, il che agevola anche chi ha difficoltà a muoversi, ad esempio, la sera”.
Quale è il progetto del settore avviato dalla precedente amministrazione da portare avanti assolutamente?
“Difficile isolarne una. Vogliamo portare avanti la molteplicità delle proposte avviate perché nell’insieme rappresentano una straordinaria ricchezza per la città, e questa sarà una grande sfida perché le risorse diminuiscono, mentre i costi crescono”.
Quale poi quello che più di ogni altro vorrebbe avviare?
“Riportare grandi mostre di respiro internazionale alle Fruttiere di Palazzo Te, finalmente recuperate”.
Quanto e come la cultura, la componente culturale in città agisce e si integra con altri ambiti, come quelli sociale ed economico?
“I mantovani, anche i non addetti ai lavori, provano un grande orgoglio per la dimensione culturale della loro città. È ciò che rende grande una piccola città come la nostra. E che ci insegna ad essere coraggiosi e ambiziosi”.
Ilaria Perfetti





























