MANTOVA – Non ci sono solo i saldi stagionali a dettare il ritmo degli acquisti online, ma anche le strategie dei cyber-truffatori. L’ultima frontiera dei raggiri sul web prende di mira il mercato della compravendita di abbigliamento di seconda mano, sfruttando proprio il momento del passaggio dai guardaroba estivi a quelli invernali. Nelle ultime settimane, la Polizia Postale di Mantova ha registrato decine di segnalazioni da parte di utenti caduti nella trappola o scampati per un soffio a raggiri ben orchestrati. Con l’arrivo dei primi freddi, la domanda online si sposta massicciamente verso cappotti, maglioni e calzature invernali. Un trend di mercato al quale i truffatori si adeguano con rapidità geometrica, pubblicando sulle principali piattaforme di usato inserzioni civetta particolarmente attraenti. I capi, proposti a prezzi concorrenziali, attirano una vasta platea di acquirenti. Il copione, a quel punto, si ripete identico: la vittima viene convinta a pagare l’articolo ricaricando una carta prepagata, rimanendo poi in attesa di una spedizione che, nei fatti, non partirà mai. Le indagini degli inquirenti sul flusso del denaro sporco delineano una pista precisa che varca i confini nazionali. Seguendo i movimenti finanziari, i proventi delle truffe commesse nel Mantovano convergono in prima battuta nel Napoletano. Da qui, i capitali prendono rapidamente la via dell’Africa centrale, venendo frammentati e depositati su conti correnti localizzati in paesi come la Sierra Leone e la Nigeria. Una triangolazione internazionale dietro la quale si celano reti criminali transnazionali che rende estremamente complesso non solo punire i colpevoli ma soprattutto il recupero delle somme.





























