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Bagnolo San Vito: tra i rifiuti i volontari trovano anche una vecchia barca

BAGNOLO SAN VITO – Nuovo intervento di pulizia ambientale per l’associazione “Amici di Attila”, impegnata anche nei primi giorni dell’anno in una raccolta ecologica sul territorio di Bagnolo. Un’azione di monitoraggio e bonifica che ha portato alla rimozione di oltre mezza tonnellata di rifiuti, tra materiali abbandonati e resti di un’imbarcazione in vetroresina. «Abbiamo deciso di tornare in una zona già ripulita esattamente un anno fa – spiega il presidente Davide Galvani – per verificare se il lavoro fatto tiene nel tempo o se purtroppo si ricade negli stessi comportamenti». L’attenzione si è concentrata su un’area lungo la riva del Mincio, via Bevilacqua, verso Governolo, dove sono stati individuati diversi frammenti di una barca, probabilmente un gommone con chiglia in vetroresina. «I pezzi erano stati chiaramente fatti rotolare verso il basso – racconta Galvani – ma la vegetazione ha fermato parte del materiale. Alcuni frammenti si trovavano anche cinquanta metri più a monte». Una volta entrati nella zona, i volontari si sono trovati di fronte a una situazione ben più complessa. «Abbiamo trovato sacchi, indumenti, stivali e rifiuti di ogni tipo, in parte sepolti dalle foglie. Segno che si tratta di abbandoni avvenuti da tempo». La raccolta ha portato alla rimozione di circa 300 chili di rifiuti misti, a cui si aggiungono oltre 200 chili di residui della barca. Particolare attenzione è stata riservata alla differenziazione. «Abbiamo separato indifferenziato, plastica e materiali più puliti possibile, anche se parlare di “pulito” in questi casi è relativo», sottolinea Galvani. Segnali incoraggianti arrivano invece da un’altra zona già bonificata nel 2024: «Nella calata frequentata dai pescatori, dove avevamo raccolto più di 300 kg di vetro, oggi la situazione è decisamente più accettabile». Non mancano elementi già segnalati in precedenti interventi: i ritrovamenti di spazzatura unita a carte e documenti: «Le ultime, con i nomi dei destinatari chiaramente leggibili, le abbiamo trovate giù dall’argine di San Benedetto Po». Resta però il problema delle aree che ciclicamente tornano a essere discariche abusive. «Se torni, rischi in alcune zone di trovare di nuovo la stessa situazione: speriamo in più controlli». (abb)