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Rugby Serie A Elite – Il ritorno di Matteo Luccardi: ”Viadana, sto bene e voglio mostrare tutto il mio valore”

Viadana Il Rugby Viadana sta completando un ottimo “acquisto”. Si tratta di un tallonatore italiano, esperto, di grande qualità, conosce bene l’ambiente e ha tanta fame: Matteo Luccardi arriva direttamente dal Rugby Viadana, o meglio, dalla sua infermeria ed è una notizia che riempie di gioia il popolo giallonero. In attesa della gara di Coppa Italia domani (ore 14.30) allo stadio Zaffanella con l’Accademia Nazionale Francescato.
Matteo, come stai?

«Sto bene, bene. Vengo da una pre-stagione fatta finalmente come si deve, da un mese di partite, ma soprattutto da oltre tre mesi di lavoro insieme a un gruppo di grande qualità, sia dentro che fuori il campo e quindi, se mi chiedi come sto, ti rispondo che sono felice e orgoglioso di fare parte di questa squadra. Da quando nel 2025 ho patito l’infortunio al ginocchio non pensavo a un recupero così faticoso. Prima l’operazione, poi il ritorno e ancora un intervento chirurgico. Ora posso dire che è passata!».

La Coppa Italia e le apparizioni con i Caimani sono propedeutiche alla tua presenza in campo a Mogliano?

«In queste uscite ho acquisito minutaggio e fiducia, ma prima di parlare di Mogliano ci sono tre settimane di lavoro dove dimostrare di essere pronti e poi ci sono le scelte strategiche dello staff in base ai tallonatori disponibili; certamente per me è tanto essere un’opzione attiva; il mio compito è cercare di dare dubbi nella scelta agli allenatori, ma è ovvio che anche i miei compagni stanno lavorando tanto e quindi questa concorrenza è positiva per la squadra».

Possiamo solo immaginare la tua voglia di percorrere il tunnel che porta in campo e con il vostro inno che rimbomba nello stadio. Possiamo solo immaginare la tua fame di rugby giocato. Noi possiamo immaginarlo, tu potresti raccontarcelo?

«E’ stata dura e in questo periodo ho rimesso in discussione tutto e ammetto che le sensazioni del campo, l’ingresso e l’ambiente che ti avvolge è stato uno dei pensieri a cui mi sono aggrappato nei momenti più bui. Poi sono fortunato perché la mia famiglia, insieme alla mia fidanzata, mi hanno dato grande forza e la società ha creduto in me e nelle mie qualità. Per me non è facile parlarne, ma ora c’è il campo!».

Cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, cosa hai potuto fare in questa pausa forzata?

«E’ stato bello portare avanti anche il percorso da allenatore che ho iniziato presto fino dai tempi di Calvisano, dai bambini fino ai ragazzi, e nell’ultimo anno ho avuto la fortuna di seguire questo gruppo di enorme qualità sia dal punto di vista sportivo sia dell’attitudine e della persona. Un percorso culminato con la vittoria dello scudetto Under 16, di cui il merito è unicamente dei ragazzi. Però sono felice di aver fatto parte di questo percorso e soprattutto di aver lasciato in loro qualcosa, che poi è l’aspetto più bello del fare l’allenatore nei settori giovanili».

Tra l’altro hai trovato il modo per laurearti due volte in questo lasso di tempo, Complimenti! Ora è però tornato il tempo di giocare…

«Per me è tutto collegato, quindi gli studi mi possono permettere di essere un allenatore migliore e allo stesso modo entrare in uno staff tecnico mi permette di avere una visione più ampia in campo e essere un giocatore più efficace. Per me lo studio è sempre stato importante ed essermi laureato nell’area delle scienze motorie riesco a intrecciare tutto, ma adesso il mio pensiero più grande, quello che ho inseguito da più tempo, è poter scendere in campo, tornare a essere competitivo e riuscire a mostrare quello che è il mio il mio valore. Nel frattempo, prima di tutto, cerco di dare supporto alla squadra e ai ragazzi più giovani e dare il contributo che serve».