MANTOVA Baldan Plastica ha festeggiato 60 anni di attività e impresa con un evento speciale dedicato a clienti, fornitori e collaboratori che ha saputo unire passato e futuro, impresa e creatività, tecnica e visione. Fondata nel 1965 da Enzo e Alberta Baldan, oggi l’azienda è giunta alla terza generazione e rappresenta un punto di riferimento nel settore dello stampaggio di materie plastiche, con uno sguardo sempre più attento alla sostenibilità e alla valorizzazione della materia.
Per celebrare questo traguardo, l’azienda ha inaugurato una mostra fotografica inedita, intitolata “Nulla si crea, tutto si trasforma”, che vede gli scarti plastici industriali trasformati in vere e proprie opere d’arte. Un progetto visionario, nato da una riflessione profonda sul valore della materia, anche quando apparentemente “inutile”.
“Vedere questi materiali, che ogni giorno escono dalla produzione come scarti ed errori, diventare opere d’arte è stato uno shock emotivo positivo” – racconta Stefano Baldan, oggi alla guida dell’azienda insieme al fratello Daniele – è come se la plastica avesse trovato una nuova voce, capace di raccontare storie che non avremmo mai immaginato”.
La mostra a cura di Tiziano Zatacchetto, allestita negli spazi aziendali dedicati alla produzione, è stata anche l’occasione per ripercorrere la storia dell’impresa: da piccolo laboratorio fondato da Enzo e Alberta Baldan negli anni ’60, alla realtà industriale di oggi, che guarda all’Industria 5.0 integrando tecnologia, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.
“Abbiamo sempre creduto che l’azienda fosse una parte della nostra famiglia – sottolinea Daniele Baldan – vederla crescere, cambiare e parlare un linguaggio nuovo, oggi anche artistico, è una grande emozione. Soprattutto dare valore a cose che di solito hanno solo un prezzo che paghiamo per riciclare o smaltire è un messaggio forte: non dobbiamo colpevolizzare un materiale ma solo l’uso scorretto che se ne fa”.
L’anniversario dei 60 anni è stata un modo per proiettarsi nel futuro: tra nuove tecnologie, attenzione al benessere delle persone, visione circolare della produzione e un’anima che sa ancora sognare anche grazie alla terza generazione Lorenzo e Marco Baldan, figli di Stefano.
A chiudere la giornata, le parole semplici e vere dei fondatori Enzo e Alberta: “Quando abbiamo alzato per la prima volta la saracinesca del nostro piccolo laboratorio, mai avremmo immaginato di arrivare fin qui. Ma forse è proprio questo il bello del fare impresa: credere che ogni piccolo inizio possa diventare qualcosa di grande”.








































