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Archeologo mantovano scopre a Paphos una villa romana del 3° secolo dopo Cristo

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Mantova Non è nuovo a scoperte sensazionali, ma come spesso accade il suo nome è più riconosciuto all’estero che in patria. Enzo Bottura è oggi all’attenzione della stampa greca per uno scavo nella citadina cipriota di Paphos per lo straordinario ritrovamento di una villa romana del 3° secolo dopo Cristo.
Gonzaghese, odontoiatra in pensione, Bottura per una intera vita ha alternato la professione medica con quello che è sempre stato per lui ben più che un hobby: l’archeologia. Un autentico furor espresso per l’antichità, senza barriere temporali. Non c’è luogo della provincia mantovana in cui non abbia scavato, riportando alla luce anche straordinari reperti, alcuni dei quali fanno mostra nel museo archeologico di piazza Sordello.
L’identificazione della domus romana a Paphos è solo l’ultimo dei suoi rinvenimenti che in passato gli hanno valso anche la qualifica di sovrintendente associato negli uffici di piazza Paccagnini. Altri titoli e riconoscimenti invece gli sono stati tributati a livello internazionale, e non ultimo per la sua storicizzazione del paleosuolo di Gonzaga della quale parlano le varie pubblicazioni specialistiche prodotte negli anni.
Schivo ai riflettori e più che mai restio a concedersi in interviste, il dottor Bottura è ciò che suol dirsi personalità poliedrica a 360 gradi. Oltre ai suoi interessi professionali e a quelli per l’archeologia, ha mostrato affezione anche per l’aeronautica del quale è fra i massimi esperti in campo nazionale, al punto di avere dato vita a un museo privato a Gonzaga ricco di velivoli e progetti. Da ultimo, ma quasi per svago, si è anche dedicato alla raccolta dei quaderni scolastici illustrati dagli anni ’20 del secolo scorso in poi, la cui ricerca è approdata in alcune ricche pubblicazioni.