Home Cronaca Architettura come strategia sociale: Xu Tiantian racconta la Cina rurale

Architettura come strategia sociale: Xu Tiantian racconta la Cina rurale

MANTOVA Aula gremita ieri sera alla Casa del Mantegna per l’incontro promosso da Mantovarchitettura con l’architetto cinese Xu Tiantian, fondatrice dello studio DnA Design and Architecture. Curato da Matteo Moscatelli, l’appuntamento si è inserito nel programma di riflessione sul conflitto tra territori urbani e rurali, ponendo l’attenzione su un modello virtuoso e replicabile: quello della “acupuncture territoriale”. Un metodo sviluppato in oltre otto anni di lavoro nella contea montuosa di Songyang, nel sud-est della Cina, dove interventi architettonici, realizzati in dialogo con la comunità, hanno riattivato economie locali, risorse culturali e identità collettive. «L’architettura non è solo costruzione, ma riconoscimento e valorizzazione di ciò che esiste», ha spiegato Xu. «L’occupazione dello spazio diventa il primo passo per generare nuove energie». Tra i casi citati, il riuso del ponte Shimen trasformato in luogo d’incontro, la creazione della fabbrica collettiva per la produzione di tofu a Caizhai, il padiglione per la lavorazione dello zucchero a Xin, e la winecellar di Shantou Village. Progetti nati da un processo condiviso con artigiani e residenti, sempre orientati alla sostenibilità e all’autonomia locale. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto – non è l’edificio in sé, ma ciò che può generare: iniziative, memoria, orgoglio». Un approccio riconosciuto anche a livello internazionale. Nel 2022 Xu Tiantian ha ricevuto lo Swiss Architectural Award, promosso dalla Fondazione Teatro dell’architettura di Mendrisio e assegnato da una giuria presieduta da Mario Botta. Il premio è stato conferito per i tre progetti realizzati nelle contee rurali di Songyang e Jinyun, selezionati per la capacità di coniugare qualità architettonica, senso del luogo e impatto sociale. «Non si tratta di conservazione passiva – ha concluso Xu – ma di un modo per far dialogare l’eredità tangibile e quella intangibile. L’architettura può dare nuova vita a tradizioni, paesaggi e saperi, senza snaturarli».