Home Cronaca Canottieri, sospiro di sollievo ed evitato il commissariamento

Canottieri, sospiro di sollievo ed evitato il commissariamento

MANTOVA – La Società Canottieri Mincio non sarà commissariata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), né è atteso – per ora – alcun provvedimento sanzionatorio. A rassicurare i 300 soci presenti (571 con deleghe), riuniti al Mamu è stato l’avvocato Paolo Gianolio, affiancato dall’avvocato Marika Lieto, entrambi incaricati dal Consiglio di amministrazione guidato da Raffaele Zancuoghi per tutelare la società in una vicenda che ha agitato gli ultimi dodici mesi. Un lungo applauso ha accolto la notizia, sciogliendo la tensione in platea. Cinque i punti all’ordine del giorno, ma per volontà dei soci si è discusso subito dell’ispezione straordinaria disposta dal Ministero, avviata l’8 luglio 2024 e conclusasi il 13 maggio 2025. «È stata un’ispezione con molte perplessità, sia procedurali che sostanziali – ha dichiarato Gianolio –. Non si è svolta in contraddittorio e diversi rilievi erano infondati o già superati». Tra questi: l’accusa di non aver depositato lo statuto dei gruppi sportivi, «regolarmente depositato dal notaio»; le osservazioni sulle capacità manageriali del CDA, «totalmente svianti dal ruolo previsto per legge per le cooperative»; i dubbi sul recupero crediti e delle morosità, «dove la strategia della società si è dimostrata più efficace e personalizzata»; la presunta scarsa partecipazione dei soci, «che non è obbligatoria per definizione»; e infine la mancata informazione sulla distribuzione dei ristorni durante l’approvazione del bilancio 2023, «smentita dagli atti assembleari». Gianolio ha ammesso una certa preoccupazione: «C’era patema per l’esito. Il Ministero non è un organo terzo e imparziale, come il giudice. Il Ministero è composto soprattutto nella parte politica da persone che sono frutto dei procedimenti politici». Alla fine dell’ispettiva, i supervisori hanno elaborato la proposta di commissariamento della Canottieri. «Da parte nostra – sempre Gianolio – abbiamo fatto le controdeduzioni e il 19 giugno il Mimit si è pronunciato con un provvedimento che ha ritenuto di non validare la proposta degli ispettori». Sui punti contestati la Società metterà in essere tutti gli strumenti necessari per affrontarli. A far discutere anche l’origine dell’ispezione: «È partita da un esposto di un socio – ha affermato Zancuoghi – il cui nome ad oggi non conosciamo: abbiamo chiesto durante l’iter, più volte, l’accesso agli atti, ma non ci è mai stato concesso; addirittura non ci hanno risposto: vogliamo chiarezza, sono state sollevate delle critiche molto aleatorie», come l’ipotesi «che il Cda vada a dare disposizione al personale della Canottieri». «La Società è della Canottieri e dei soci – ha concluso il presidente – qualunque problema va discusso qui, assieme. Ringrazio gli avvocati e anche l’onorevole Carlo Maccari, che ci ha dato consigli davvero importanti, perché questo tema andava oltre l’aspetto squisitamente normativo».