MANTOVA – Ultimi mesi, 18 per la precisione, finalizzati a chiudere un’epoca che ha rappresentato una svolta per la città, sia pure fra mille problemi conseguenti: il ministero dell’ambiente e sicurezza energetica (Mase) ha concesso una proroga chiesta dalla raffineria Ies per smantellare tutti gli impianti produttivi finalizzati alla lavorazione in stabilimento di olii minerali. Il dicastero ambientale, subordinatamente al rispetto della normativa vigente in materia ambientale, di sicurezza e fiscale, nonché al cronoprogramma trasmesso dalla stessa azienda, concederà per le operazioni ulteriori diciotto mesi rispetto a quanto ipotizzato per eliminare ogni eredità di questa attività produttiva contrassegnata nella memoria dei cittadini dalla emblematica torcia. Ultima data utile, e non ulteriormente prorogabile a quanto sembra, il 5 marzo 2027 – terminus post quem non. Proprio ieri il Mase ne ha dato comunicazione a tutti gli enti competenti, fra cui Regione, Provincia e Comune, oltre a quelli deputati all’ambiente, sanità e sicurezza pubblica. La concessione va in deroga alle intese siglate presso lo stesso ministero nel 2019, e recepisce la richiesta dell’azienda trasmessa a Roma lo scorso 24 marzo, integrata da ulteriore nota il 18 giugno, in ragione della mancata conclusione dell’iter autorizzativo relativo alla rimozione delle tubature interrate e la conseguente asfaltatura, della necessità di completare le attività di demolizione, rimozione e ripristino dell’area, e della complessità tecnico-amministrativa delle operazioni – oltre che dalla volontà di presentare una futura variante progettuale per la realizzazione sull’area di un impianto fotovoltaico. Resteranno pertanto, come noto, tutti gli impianti di stoccaggio, sia pure con una capacità di deposito ridotta da 679.808, come sancito dal decreto ministeriale del 5 settembre 2019.

































