Home Eventi Le Cellule ritmiche del ricordo, tra parole e musica

Le Cellule ritmiche del ricordo, tra parole e musica

MANTOVA Tutto è iniziato con la stagione espositiva dedicata alle Metamorfosi a Palazzo Te, con il primo spettacolo rivolto proprio a questo tema, complesso e fascinoso. E nello stesso posto continua: la performance di e con Valeria Perdonò Cellule ritmiche è un lavoro di memoria, emotività, mescolanza. Il racconto di un cambiamento cui si arriva solo attraversando il passato. Tramite elementi minuti, che diventano fondamentali. E si trasformano in parola e ritmo, con la musica elettronica di Giacomo Zorzi . A raccontare l’appuntamento di giovedì, alle 21 nel Cortile d’Onore di Palazzo Te, è l’interprete stessa:
“Nel tempo la poesia – spiega Valeria Perdonò – è diventata per me un secondo linguaggio, affiancato a quello della prosa. Ispirata dalle mostre a Palazzo Te ho iniziato a studiare componimenti legati al concetto di metamorfosi e ho nel frattempo scoperto quanto bisogno avessi di narrare i miei mutamenti personali. Abbinando poesia e musica elettronica: due generi considerati di nicchia, di difficile comprensione. Che sono, invece, semplici. Da lì si sono create le Cellule ritmiche, formando un’armonia. Che per me è rappresentata dal recupero della memoria personale.

In questi ricordi c’era uno spazio ancora da riempire, quello che riguarda la perdita di mio padre. Uno dei capitoli che nella vita spesso non si vogliono affrontare, anche se sono alla base del nostro cambiamento e del nostro presente. Così, da frammenti di conversazione estrapolati da una vecchia telecamera, da immagini dimenticate e ritrovate sul cellulare, da tanti diversi pezzetti assemblati, ho messo insieme musica e narrazione. Grazie alle competenze delle persone che hanno collaborato a questo lavoro: ho avuto consulenze per video, per la scelta delle poesie, per le opzioni musicali, per come cucire il tutto da parte di amici che sono professionisti straordinari.

E ora tornare in un luogo per me così familiare e importante come Palazzo Te è un’esperienza piena di simboli e di rimandi, facendo tappa lì durante il Festivaletteratura.

Oggi siamo così abituati ad accumulare così tante differenti cose che poi non le sappiamo più ritrovare, forse non ci ricordiamo nemmeno di averle. Non le sappiamo custodire. E’ quello che ho cercato di imparare preparando lo spettacolo. Fermare alcuni momenti, fare i conti con quelli più difficili e cercare di andare avanti. Migliorandosi. Altrimenti la metamorfosi non servirebbe a nulla.”
Cellule ritmiche è realizzato da Valeria Perdonò, creazione e voce; live electronics di Giacomo Zorzi. Con la partecipazione della voce di Alessandro Luissiana; consulenza poetica Tommaso Di Dio ; produzione Marea Management. In collaborazione con Il Menu della Poesia, Ars Creazione e Spettacolo; si ringrazia Fondazione Palazzo Te Mantova.