MANTOVA L’eredità documentale che Maria Zuccati ha lasciato nelle biblioteche di Mantova e di Pegognaga finiranno in un libro biografico a lei dedicato. Ad un anno e mezzo circa dalla sua scomparsa, ci sta già lavorando un gruppo di lavoro che ha iniziato a raccogliere il materiale e che servirà per elaborare la pubblicazione, ma non solo:il segretario Michele Orezzi ha lanciato la proposta di intitolarle una via o una piazza della città.
La novità è emersa ieri in un convegno che si è tenuto nella Sala Motta della Camera del Lavoro di Mantova. L’appuntamento è stato organizzato da Spi Cgil di Mantova, Coordinamento donne della Cgil, sezione Anpi Cgil di Mantova “Rippa-Veronesi”, Anpi e Arci provinciali. I vari aspetti delle esperienze e della personalità di Maria Zuccati sono stati tratteggiati dagli interventi del segretario generale della Cgil di Mantova Orezzi, della segretaria dello Spi Cgil di Mantova Rita Bonizzi, della presidente provinciale Anpi Paola Longari, dell’esponente dell’Arci di Mantova Tania Righi e della cugina di Maria Zuccati Rosanna Grandi. In apertura ha parlato il sindaco Andrea Murari. In sala la parlamentare Antonella Forattini e il consigliere regionale Marco Carra.
E’ venuta a mancare all’età di 95 anni il 23 aprile dell’anno scorso alla vigilia dell’anniversario della Liberazione, una data a lei molto cara per il suo impegno antifascista. Ha messo a rischio la propria vita a soli 14 anni offrendo il rifugio e l’assistenza ai soldati italiani e alleati ricercati dagli occupanti tedeschi. Altri ricordi hanno riguardato la sua attività nelle istituzioni. E’ stata la prima donna ad essere eletta consigliere provinciale nel 1956. Poi è stata assessore del Comune di Mantova ed ha ricevuto il Virgilio d’Oro. Molteplici anche le sue attività nel sociale, nell’Udi, nell’Anpi, nelle scuole e nel sindacato, in difesa dei valori della Resistenza, al fianco delle lavoratrici. Significativa è stata la sua presenza al presidio nella lunga vertenza della Corneliani per solidarizzare con le dipendenti che hanno rischiato di perdere il posto di lavoro.





























