Siem-Tea, Palazzi a Beduschi: “L’assessore non scarichi su altri il suo disegno da picconatore della multiutility pubblica del territorio”

PALAZZI

Dopo le parole dell’assessore regionale Alessandro Beduschi sulla gestione
di TEA e sullo stop alla fusione con SIEM, arriva la risposta del sindaco di Mantova Mattia
Palazzi, che chiama in causa responsabilità politiche e scelte compiute negli ultimi anni.
«Che l’assessore Beduschi da ormai oltre dieci anni, casualmente a differenza di quando il
centrodestra ha governato il Comune di Mantova, lavori contro TEA è ormai evidente a tutti,
lavoratori di TEA in primis», afferma Palazzi. «Ma la verità non la racconta giusta, perché sa
perfettamente com’è andata». Il sindaco richiama il ruolo svolto dal capoluogo nella tenuta di
SIEM: «Se SIEM, di cui il Comune di Mantova detiene solo il 13%, non è saltata in questi
dieci anni è solo grazie a Mantova Ambiente e ai Comuni serviti da Mantova Ambiente».
Una responsabilità che, secondo Palazzi, non è stata condivisa da tutti: «I Comuni cosiddetti
“della fronda”, che già dal 2016, capitanati da Beduschi, sono andati con A2A, non hanno
contribuito con un solo euro alla tenuta di SIEM e oggi hanno decretato l’impossibilità di
chiudere il percorso di fusione per incorporazione». Una scelta che Palazzi definisce
legittima sul piano formale, ma politicamente non neutra: «È una scelta legittima per ogni
Comune, ma Beduschi non scarichi su altri il suo disegno da picconatore della multiutility
pubblica del territorio». Nel merito economico, il sindaco contesta l’idea che Mantova debba
farsi carico da sola degli oneri futuri: «Beduschi pretende che Mantova Ambiente e
l’azionista di maggioranza di TEA, cioè i cittadini mantovani, paghino anche per chi non si
assume la responsabilità, pro quota, di concorrere al post mortem delle discariche SIEM, di
cui soci sono tutti i Comuni della provincia». Una prospettiva che Palazzi giudica
inaccettabile: «È del tutto evidente che nessuno può chiedere di pagare anche per altri».
Palazzi contesta poi l’analisi sui costi del servizio: «L’analisi sulle tariffe è talmente
superficiale da essere facilmente smentibile, perché non tiene conto di un dato
determinante: i costi dei conferimenti esterni, ovviamente più alti per le società che non
hanno impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Non a caso il piano di Mantova Ambiente
prevede la chiusura del ciclo combinato». Il sindaco rivendica anche un diverso criterio di
redistribuzione degli utili: «Così come Mantova Ambiente, nel piano, ha previsto la
restituzione in percentuale degli eventuali utili ai Comuni serviti e non calcolato sulla base
delle azioni di TEA». Infine, Palazzi ribadisce la posizione assunta in tutte le sedi
assembleari: «Il Comune di Mantova, in tutte le assemblee di SIEM e TEA, pur essendo in
assoluto quello che perde di più, ha sempre detto di essere favorevole alla fusione se tutti i
Comuni partecipano alla gara a doppio oggetto di Mantova Ambiente». E conclude: «O la
responsabilità è condivisa, oppure non si capisce perché dovrei dire ai miei cittadini
mantovani che perdiamo milioni di euro in dividendo in assenza di un patto territoriale
pubblico per il post mortem delle discariche SIEM. Quale amministratore serio accetterebbe
di pagare il 72% dei costi di una società di cui detiene il 13%, senza la partecipazione di tutti
i Comuni?». Antonia Bersellini Baroni