Sono cinese, 100mila euro o vi mangio il cane: condannato

MANTOVA – Voleva fino a 100mila euro dai padroni di un cane che era stato smarrito, altrimenti se lo sarebbe mangiato perché, aveva detto, “sono cinese e mangio i cani”. Ieri ha ricevuto una condanna a due anni e tre mesi di reclusione e 400 euro di multa per tentata estorsione. Ed è anche andata bene a A. R.,un 34enne originario di Morbegno (Sondrio) e residente a Milano: il Pm Anna Tarantino aveva infatti terminato la propria requisitoria chiedendo una pena di 3 anni e 3 mesi, più 800 euro di multa. Una vicenda, questa che risale al maggio del 2018, dai tratti grotteschi quella da cui è scaturito il processo che si è chiuso ieri in primo grado a Mantova. I padroni di un cane husky di nome Ice, unja coppia di Castiglione delle Stiviere, avevano pubblicato un annuncio sul web in cui promettevano una ricompensa a chi avesse trovato e restituito il loro quattro zampe. A quell’annuncio rispondeva il 34enne spacciandosi per tale Jingwen Huang, che con accento più milanese che cinese chiedeva una ricompensa di mille euro. Di fronte ai tentennamenti dei padroni del cane aggiungeva che quei mille euro sarebbero diventati 100mila se fosse stato costretto ad allegare foto e video dell’husky per certificare che il cane fosse effettivamente con lui. Per essere più “convincente” il 34enne minacciava che se non gli fossero stati dati i soldi che chiedeva non solo non avrebbe riconsegnato il cane ma se lo sarebbe mangiato, “come facciamo noi cinesi”. Argomenti che non sembravano smuovere più di tanto i padroni dell’husky, al punto che il sedicente Mister Huang si vedeva costretto a inviare come prova una foto del cane che diceva di avere come “ostaggio”, foto palesemente falso, dato che era la stessa usata dai padroni dell’animale per il loro annuncio. Alla fine, dopo un mese di telefonate, i coniugi mantovani bloccavano l’utenza del 34enne e lo denunciavano. Ieri c’è stata la discussione del processo e la sentenza. Il Pm ha chiesto 3 anni e 3 mesi di reclusione e 800 euro di multa; la difesa ha chiesto l’assoluzione, e il giudice Gilberto Casari ha condannato l’imputato a 2 anni e 3 mesi e 400 euro di multa. Motivazioni entro 90 giorni. Che fine abbia fatto il povero Ice non è agli atti del processo.