MANTOVA – Il solstizio d’inverno avvenuto ieri alle 16 rimetterà ordine in un dicembre fino ad oggi senza precedenti: prima l’alta pressione subtropicale, poi la pioggia fino a 2.000 metri, accompagnata da temperature prossime ai 10 gradi, hanno lentamente costruito il dicembre più caldo degli ultimi cento anni. In città la temperatura media del mese è ad oggi quasi 4° oltre la media (circa 8°): mai accaduto prima. Ora si cambia, anche se lentamente, in vista di una parte finale del mese nettamente più fredda e di un inizio del 2026 realmente invernale, con un’ondata di freddo che i modelli previsionali già inquadrano a partire dal giorno 30. A partire da giovedì, giorno di Natale, le tiepide correnti atlantiche e mediterranee saranno progressivamente sostituite da masse d’aria fredda continentale di matrice russa, più incisive sul clima del nord Italia a partire da venerdì 26. Scontato il calo della temperatura. Già sabato mattina il termometro si porterà al di sotto dello zero nelle ore notturne nel prossimo fine settimana. La tenuta dell’alta pressione garantirà tempo stabile fino a martedì, sebbene con poco sole per l’avanzata di una perturbazione che da lunedì tingerà il cielo di grigio. Ancora elevate le temperature diurne, previste attorno ai 10° nonostante il cielo nuvoloso. E il tempo delle feste? Natale e Santo Stefano trascorreranno con un clima abbastanza tranquillo, con cieli per lo più nuvolosi ma senza pioggia e clima non ancora freddo. Il giorno della Vigilia sarà invece perturbato. Lo spostamento dell’alta pressione atlantica verso la Norvegia richiamerà aria fredda che da domani andrà ad alimentare un canale perturbato esteso fra la Spagna e i Balcani. Una prima perturbazione transiterà quindi il 24 distribuendo piogge moderate su tutta l’area padana. Non farà freddo (previsti 9-10 gradi), Ancora elevata la quota della neve, oltre i 1700 metri. Da sabato 27 l’afflusso della bora farà scendere i termometri su valori tipicamente invernali. Poche chance, invece, per la neve sulle località di montagna. Solo negli ultimissimi giorni dell’anno potrebbero maturare le condizioni per il ritorno dei fiocchi, anche a quote relativamente basse. Le feste degli ultimi anni non sono state quasi mai all’insegna del freddo o della neve. Unica eccezione, il Natale 2018, freddo e nebbioso, con una massima di appena 3 gradi. Ancora più freddo era stato il giorno di Santo Stefano. Ormai lontanissimo, invece, l’ultimo Natale con la neve in città, appartenente all’anno 2000: dalla sera del 24 e fino alla mattinata successiva caddero sulla città fra 5 e 6 centimetri di neve. Prima di allora la neve nel giorno di Natale risaliva al 1963 (13 centimetri caduti in poche ore). Il Natale più gelido del dopoguerra fu quello del 1956: minima di -8° e massima di -4°. Gelido, più di recente, era stato anche il Natale del 1999, caratterizzato dal fenomeno del gelicidio, con la pioggia su un suolo ghiacciato e con 2 gradi sottozero anche in città.









































