“Devi essere sordo per capire”, lo spettacolo per Segni al Salone Mantegnesco

MANTOVA Venerdì nel Salone Mantegnesco a Mantova (via Scarsellini 2), per la XX edizione del Festival Segni New Generations Festival, si terrà “You Have to Be Deaf to Understand”, lo spettacolo simbolo della poetica di Diana Anselmo – attivista, regista e performer sordo – farà tappa in sei città italiane. Un’esperienza visiva e lirica, accessibile a tutti, che mira a scardinare le dinamiche abiliste.
La tournée è realizzata con il sostegno di Fondazione Rana, MiC – Ministero della Cultura, Siae (nell’ambito del programma “Per Chi Crea” 2024) e prodotto da Fattoria Vittadini (nell’ambito del progetto Beyond Signs, sostenuto dal programma Creative Europe).
La rappresentazione nasce dall’incontro tra ricerca artistica e impegno sociale: prende spunto dall’omonima poesia di Willard J. Madsen, professore sordo della Gallaudet University, e la traduce in Visual Sign, un linguaggio poetico della lingua dei segni comprensibile anche a chi non è segnante. Lo spettacolo trasforma ogni movimento in veicolo di significato e apre un dialogo profondo tra pubblico sordo e udente, rendendo possibile al pubblico sordo di fruire pienamente della performance e offrendo al pubblico udente una rappresentazione del vissuto della comunità sorda in contesti in cui la loro presenza è spesso ignorata.
“You Have to Be Deaf to Understand” non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza che trasforma il teatro in uno spazio di dialogo e consapevolezza, dove la diversità diventa forza, e l’arte veicolo di cambiamento sociale. Un’occasione unica per avvicinarsi a un linguaggio performativo innovativo, ascoltare storie invisibili e partecipare a un processo culturale che mette al centro accessibilità, comunità e inclusione.
La regia e la performance di Diana Anselmo, affiancato da Daniel Bongioanni e DMK, restituiscono la poesia in una forma teatrale capace di rendere tangibile l’esperienza storica, sociale e culturale della comunità sorda, spesso invisibile nella società fonocentrica. Grazie al supporto artistico di Juli Klintberg e Ramesh Meyyappan e alla progettualità di Fattoria Vittadini, lo spettacolo diventa un vero spazio politico-poetico, che invita il pubblico a ripensare la diversità, l’accessibilità e l’inclusione nella pratica artistica contemporanea.
Lo spettacolo intraprende una tournée italiana di sei tappe, selezionate per il loro impegno verso l’accessibilità e l’inclusione. In ogni città, la performance sarà seguita da un talk con il pubblico, con interprete LIS professionista, per raccontare il percorso creativo, discutere le tematiche affrontate e promuovere un dialogo diretto tra spettatori e artisti.