Mantova Trent’anni di Festivaletteratura, trent’anni di CSI.
Nel 1996, i CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti pubblicano “Linea Gotica”, un album che rimane ancora oggi uno dei più importanti e influenti della musica italiana degli ultimi decenni. Sul palco di Piazza Castello, nell’ultimo appuntamento di giornata, Giovanni Lindo Ferretti con Davide Ferrario e Michele Rossi nell’evento dal titolo “La mia piccola patria, dietro la linea gotica”. A ripercorrere una storia musicale straordinaria, il libro del critico e studioso Michele Rossi, “Ho visto un’alba blu. Un racconto letterario dei CSI”.
“Il testo è un ritratto, un racconto che narra come sono state concepite le canzoni, i testi sono spiegati come poesie e accanto a ognuna di esse c’è un testo o un saggio che sono stati di riferimento per la loro elaborazione”, ha spiegato Rossi. La storia inizia il 27 marzo 1994, giorno di elezioni in Italia, e finisce cinque anni dopo, quando termina la storia dei CSI.
“Michele non mi ha mai fatto leggere nulla di questo libro”, ha svelato Giovanni Lindo Ferretti, “all’inizio pensavo che lui fosse una sorta di stalker, lo vedevo in troppi posti. Si è introdotto addirittura nella mia vita attraverso alcuni miei amici. Pian piano ha iniziato a far parte di una quotidianità. Ha scoperto il mio paese e ha deciso di comprarci casa. Adesso è parte integrante della nostra comunità. Ho letto il libro durante un viaggio in treno da Bologna al Salento. Solo il Prologo vale tutto il racconto che viene dopo”.
Il legame con Mantova e il Festivaletteratura è importante. “Ho un forte legame con la città virgiliana”, ha proseguito Ferretti, “sono stato generato a Mantova. Da adulto il primo anno del Festivaletteratura sono stato invitato e il mio ultimo spettacolo con i cavalli l’ho fatto nell’Esedra di Palazzo Te”.
Durante l’appuntamento sono stati fatti vedere anche quattro minuti del film “In viaggio” dedicato alla storia del CSI, uscito lo scorso mese di agosto, di cui Davide Ferrerio è il regista. Il lungometraggio racconta per immagini la reunion del gruppo, ripercorrendo la loro storia artistica e umana. La band, riunitasi, si è esibita tra fine agosto e inizio settembre in luoghi storici e simbolici in Italia come Marzabotto, Villafranca di Verona, Egnazia e Alba e poi la Mongolia.
“Non capisco più come va il mondo”, ha affermato Lindo Ferretti, “com’è che tutto è iniziato? Io lo identifico nell’incontro tra l’uomo e il cavallo. La dimensione del cavallo oggi è venuta meno. Con la rivoluzione industriale la potenza veniva calcolata in cavalli vapore. Questo periodo ha modificato l’uomo. La prima guerra del futuro, ideologica, politica, religiosa è quella della Jugoslavia. Lì è iniziato lo sgretolamento del nostro mondo. E non c’è nessuna forza o dimensione politica e sociale che può contenere questo sgretolamento. È iniziata una nuova età che non saprei davvero come definirla. In Mongolia, trent’anni dopo, ogni mongolo ha un tablet e un’automobile ma la Mongolia è rimasta esattamente la stessa”.
“I CSI ci fanno riflettere sulla storia”, ha dichiarato Rossi, “il nostro passato va studiato ma serve anche per fare una riflessione sul nostro presente e per il nostro futuro”.
L’ultimo frame dei quattro minuti del film si chiude con una domanda futuristica. “E quindi? Si ricomincia?”. I CSI trent’anni dopo.





























