RONCOFERRARO – Trenta quintali di rifiuti raccolti in poco più di due ore, lungo circa centocinquanta metri di sponda: è il grande bilancio della passeggiata ecologica svoltasi domenica lungo il Canal Bianco, tra via Ostigliese, via Solferino e il ponte, promossa dall’associazione “Amici di Attila” con il patrocinio del Comune di Roncoferraro, nell’ambito del progetto “AmbienTiamo”. Un intervento pensato da tempo, come spiega il presidente dell’associazione Davide Galvani: «È da tempo che avevamo notato questa situazione. Per poter intervenire in modo corretto abbiamo seguito tutto l’iter, dal patrocinio, all’organizzazione, perché volevamo dare il giusto risalto a quello che sarebbe emerso». I numeri restituiscono la dimensione del problema. «Abbiamo raccolto circa settanta sacchi neri, quaranta di plastica, una dozzina di sacchi di vetro, oltre a ingombranti e materiale elettrico – spiega Galvani –. Parliamo di oltre tremila chili di rifiuti, senza contare il ritrovamento di lastre di amianto, carta catramata e altri rifiuti pericolosi che abbiamo dovuto lasciare separati». Tra quanto recuperato anche televisori, monitor, computer, blocchi di cemento e contenitori industriali. «Direi che abbiamo rimosso circa il novanta per cento di ciò che era presente», precisa Galvani. Un’area difficile da controllare e facile da raggiungere per chi abbandona illegalmente. «I rifiuti sono stati anche lanciati direttamente dalla strada, a ridosso del ponte – osserva Galvani –. È il posto ideale per chi si ferma con un’auto o un furgone e scarica senza scendere: si era creata una discarica invisibile». Sulla situazione interviene anche l’assessore all’ambiente Sonia Pansera: «In pochi metri di strada raccogliere quasi trenta quintali di rifiuti è drammatico. È una zona che non era mai stata oggetto di passeggiate ecologiche ed è diventata una discarica abusiva a cielo aperto». Un contesto complesso anche per gli operatori comunali: «Sono aree impervie, a ridosso della riva, difficili da raggiungere per la vegetazione, dove i mezzi comunali non possono intervenire normalmente e dove gli operatori ecologici non sono autorizzati ad andare». Pansera sottolinea il valore della collaborazione: «Cittadinanza attiva e associazioni sono la chiave. Eravamo in poco più di venti volontari, ma con un’abnegazione straordinaria: passa un’idea concreta di futuro sostenibile». L’amministrazione guarda ora a nuovi appuntamenti: «Come Comune vogliamo continuare su questa strada, anche con iniziative come il “plogging”».









































