PORTO MANTOVANO – «La celebrazione dell’80° anniversario della Liberazione, essendo ricorrenza istituzionale già pianificata da tempo, non prevede l’inserimento di interventi non istituzionali. La partecipazione di tutta la cittadinanza è caldeggiata così come la partecipazione di tutte le Associazioni del nostro territorio».
Dunque nessuno ha escluso nessuno, come si evince dalla nota certificata inviata dall’amministrazione comunale di Porto Mantovano al referente Anpi locale Alberto Rosario Massara in data 18 aprile, quindi già una settimana prima della commemorazione.
Il polverone sollevatosi per la presunta esclusione dell’Anpi, acronimo che sta per Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla cerimonia del 25 Aprile si dimostra di conseguenza immotivato.
Le celebrazioni nelle tre frazioni del Comune, Soave, Sant’Antonio e Bancole, si sono aperte con un minuto di silenzio in segno di lutto per la morte del Santo Padre Papa Francesco.
Il discorso del sindaco Maria Paola Salvarani è stato incentrato sulla storia nazionale puntualizzando due grandi vittorie italiane: la libertà e la democrazia.
«Il 25 aprile 1945 rappresenta un punto di svolta fondamentale per l’Italia: segna la conclusione della Seconda guerra mondiale, dell’occupazione nazista, del Ventennio fascista, delle persecuzioni antisemite, dei bombardamenti e di tanti lutti e privazioni che hanno colpito a lungo la nostra comunità nazionale. Quella stessa data non segnò però anche la fine della sanguinosa guerra civile che aveva lacerato il popolo italiano». Al tempo stesso la prima cittadina ha ricordato che se quel giorno milioni di italiani tornarono ad assaporare la libertà, «per centinaia di migliaia di connazionali provenienti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, ebbe inizio una seconda ondata di eccidi, accompagnata dal dramma dell’esodo dalle loro terre». «Tuttavia – ha proseguito la Salvarani – il risultato fondamentale del 25 Aprile è stato, e continua a essere, l’affermazione dei valori democratici, calpestati dal fascismo e che troviamo incisi nella nostra Costituzione. Da quel paziente negoziato, finalizzato alla definizione dei principi e delle regole della nostra emergente democrazia liberale, derivò un testo che si proponeva l’obiettivo di unire piuttosto che dividere. A ottant’anni di distanza, l’amore per la democrazia e per la libertà rappresenta ancora l’unico vero antidoto contro tutti i totalitarismi, sia in Italia che in Europa. È quindi fondamentale mantenere viva la memoria, poiché senza memoria non esiste futuro».
Matteo Vincenzi









































