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Grazie di Curtatone: il viaggio di Giacomo Cecchin nel cuore della santità mantovana

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GRAZIE DI CURTATONE – «La santità non è fare cose straordinarie, ma fare in modo straordinario le cose ordinarie»: parte da qui, con un tono insieme leggero e profondamente serio, il racconto di Giacomo Cecchin al Santuario della Beata Vergine delle Grazie, venerdì sera, per il primo appuntamento del ciclo “Aspettando l’Antichissima Fiera delle Grazie”. Un titolo giocoso, “Come si diventa santi in 60 minuti”, e una sveglia sul leggio, portata dallo stesso Cecchin a cronometrare simbolicamente il viaggio. Un viaggio ironico, colto, appassionato, che ha condotto il pubblico tra canonizzazioni, beati dimenticati, santi patroni e reliquie prodigiose. «I santi non CASTIGLIONE Continua il viaggio, a stelle e strisce, dell’onorevole Andrea Dara, impegnato negli Stati Uniti in una serie di incontri istituzionali. Dopo aver preso parte alle celebrazioni per il “made in Italy” in quel di New York, per sostenere la candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco, partecipando anche al taglio del nastro del padiglione tricolore al “Fancy Food Show” insieme al ministro dell’agricoltura, al presidente della Coldiretti, al grande campione Roberto Baggio ed a molti imprenditori del Belpaese, il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici di Castiglione delle Stiviere ha incontrato il sindaco di Chicago, Brandon Johnson: «Si è trattato di un confronto ricco di spunti. Abbiamo parlato delle sfide e delle opportunità di una grande metropoli come quella americana e delle esperienze italiane in ambito di innovazione, sostenibilità e sviluppo urbano». Poi, l’onorevole Dara ha aggiunto: «È stato un dialogo stimolante che ha confermato quanto il nostro Paese sia un punto di riferimento a livello internazionale grazie alla qualità delle sue idee, delle sue competenze e della sua capacità di guardare al futuro». Prossima tappa Washington. (amc) sono una questione antica, ma molto moderna – ha spiegato -. Tutti siamo chiamati alla santità, come ci ricorda Papa Francesco. Ma attenzione: il santo non è triste. Se uno è triste, probabilmente non è ancora pronto». Tra i protagonisti evocati, i santi “di casa nostra”: da Sant’Anselmo da Baggio, vescovo di Mantova e patrono cittadino, a Luigi Gonzaga, da Giacomo della Marca a Pio X, che cercò invano di far arrivare i Salesiani in città. E poi i santi “prestati” alla città, come San Simeone del Polirone e San Longino. Con una parentesi sulla figura della Beata Osanna Andreasi, per la quale – come ha ricordato Cecchin – è stata avanzata la causa “per equipollenza”, ovvero senza miracolo. Divertente e affollata la “checklist del candidato santo”: fede, speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, oltre ai consigli evangelici. Ma il segreto vero, ha spiegato l’autore, sta nella «fama di santità» e nella «gioia». E per chi proprio non ce la fa ad attendere il miracolo? «Il modo più rapido per diventare beati – ha scherzato Cecchin – è il martirio». Durante la serata è stata svelata dal vicesindaco di Curtatone Federico Longhi l’immagine ufficiale della Fiera delle Grazie 2025 (pronta a celebrare i suoi 600 anni), opera della maestra madonnara Michela Bogoni, assente, ma rappresentata da Paola Artoni, che ha spiegato il senso profondo dell’opera: una “triplice Madonna” – Guadalupe, Africa e Grazie – che accoglie un’umanità minacciata, simboleggiata da un coccodrillo, sotto le guglie dorate del santuario. «Un messaggio universale di speranza, unità e fraternità», ha commentato Artoni. L’appuntamento con Cecchin torna il 25 luglio, sempre al Santuario, con la seconda serata: “Chi ha paura dei Gonzaga?”. (abb)