MANTOVA Mancano tre giornate al termine della Serie A2 Èlite di Calcio A5 e il Saviatesta Mantova guarda tutti dall’alto. I biancorossi, reduci dal successo per 5-2 con l’Elledì, sfrutteranno al meglio il lungo periodo di “riposo” dal campionato per prepararsi in vista del match clou del 25 aprile contro l’inseguitrice capolista MestreFenice che vale un’intera stagione. «Con i piemontesi – spiega il dg Cristiano Rondelli – abbiamo disputato una gara perfetta, esemplare e memorabile. Siamo in salute, pronti per la grande sfida di venerdì prossimo. Se non fosse per il Mestre, a questo punto della stagione avremmo già vinto la A2 e staremmo pensando alla massima serie. Però è bello che ci sia un’antagonista; dal canto nostro vogliamo ripetere la prestazione perfetta dell’ultimo turno. Per affrontarla al meglio ci alleneremo anche a Pasqua e Pasquetta con sedute mattutine e pomeridiane, mentre il 25 mattina svolgeremo la rifinitura». «Mi aspettavo di essere là davanti – prosegue – . La squadra è stata costruita per questo. Mi hanno sorpeso le rivali, sinceramente pensavo più ad Altamarca, Genova e Pordenone come dirette concorrenti, invece del Mestre. Pressioni? Dobbiamo essere bravi noi come staff, assieme all’allenatore, a non metterne troppa ai ragazzi. Ma vedo che in questi giorni se la stanno vivendo in maniera positiva. In campo poi le pressioni svaniscono nel giro di qualche minuto».
Però non sempre è tutto ore ciò che luccica: «Il rammarico più grande è Portuga. Lo avevamo acquistato per fare la differenza e invece la sua situazione ha creato più dolori che gioie. Dei giovani invece siamo molto soddisfatti perché stanno crescendo, come ad esempio Valdes e Grosso. Il livello del campionato è alto, nessuno regala niente. Sinceramente non mi aspettavo lo scivolone di Cesena, però ci sta perché fa parte di questo sport». «Futuro? Sono concentrato sul finale – conclude Rondelli – . Non voglio sentire parlare di A perché sembra che abbiamo già vinto, ma non è così. Abbiamo sudato e sgomitato fino ad ora, non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo rimanere lucidi e concentrati fino alla fine. L’anima della squadra sono tutti i giocatori che hanno deciso di sposare il progetto Saviatesta. Leleco è la colonna portante, non solo comegiocatore, ma anche e soprattutto umano. Lo stesso vale per Misael e Mascherona. Nonostante varie richieste, hanno deciso di rimanere con noi per tornare in A. Con Wilde e Casassa la base per fare bene in A c’è».





































